Per la Critica

Sulla decisione della casa editrice Gallimard

LE VERITÀ SUL CASO CELINE: L'ABISSO CONTRO

di Marco Marino

«Io non mi vedo affatto violento, nemmeno un po'... non sono mai stato violento. [...]

Dico che ho vissuto nella violenza, ma io personalmente non la voglio assolutamente...

I libri tanto deplorevoli che ho potuto scrivere sono stati fatti proprio contro la violenza»

Louis-Ferdinand Céline (1957)

Il dibattito sorto sulla decisione di Antoine Gallimard di sospendere la pubblicazione degli Écrits polémiques di Louis-Ferdinand Céline, ovvero della raccolta che avrebbe dovuto ripubblicare testi «appartenti alla storia più deplorevole», come sostiene lo stesso editore, «dell'antisemitismo francese» («Les pamphlets de Céline appartiennent à l'histoire de l'antisémitisme français le plus infâme»[1] ) come Bagatelle per un massacro (1937) La scuola dei cadaveri (1938) e La bella rogna (1941), si articola su due piani: il primo di natura critico-editoriale; il secondo, invece, socio-politico.

Le obiezioni critico-editoriali si sintetizzano nei problemi riguardanti l'apparato critico che doveva accompagnare l'edizione succitata. La casa editrice parigina avrebbe basato la sua edizione su quella curata nel 2012 dal professore Régis Tettamanzi per la casa editrice Éditions 8 (Québec) e aggiunto una prefazione dello scrittore Pierre Assouline. Per alcuni intellettuali francesi il lavoro di Tettamanzi sarebbe insufficiente rispetto alla complessità che i testi celianiani presentano, indi la proposta di legare interventi di natura storica al corpo letterario presente.

Se la querelle si basasse esclusivamente sulla dimensione critica, sarebbe facilmente risolvibile perché certo non mancano celinisti competenti e capaci di provvedere a questo gravoso compito. Tuttavia si insinua nella questione un'inquietante pressione politica che non può - e non deve - essere ignorata.

È inquietante pensare che un editore di fama internazionale come Gallimard dichiari di non trovare le condizioni ambientali adatte per pubblicare nel 2018, settantatré anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, gli scritti che palesano gli assurdi timori cospirazionisti, le inestricabili posizioni razziali di uno dei più grandi scrittori del Novecento, e fondi la sue decisioni sulle «emozioni dei lettori»:


«Je comprends et partage l'émotion des lecteurs que la perspective de cette édition choque, blesse ou inquiète pour des raisons humaines et éthiques évidentes»[2] («Comprendo e condivido le emozioni dei lettori che la prospettiva di questa edizione turba, ferisce e spaventa per evidenti ragioni umane ed etiche»).

Quanto avrà pesato sugli aggettivi humainesed éthiques l'ingerenza dei più alti organi di governo[3], di deputati[4] e di rappresentati delle associazioni, come Serge Klarsfeld, che se ne infischiano dell'apparato critico[5] e chiedono di vietare la pubblicazione dei testi? E inoltre: cosa si intende oggi per émotion?

Perché sconcerta constatare che il tentativo di decriptare ciò che sta dietro i fenomeni odiernidi razzismo e di antisemitismo sia osteggiato non tanto dall'impossibilità di comprenderli per incoscienza storica o per scarsa conoscenza delle nuove forme con cui si manifestano, quanto dalla silenziosa e spregiudicata deriva della nostra società verso un servilismo degli emoji[6]: il dibattito sugli Écrits polémiques di Céline sembra costituirsi su una sequela di emoticon perplessi o indignati su Facebook e Twitter piuttosto che su un dialogo ponderato di cause e rischi.

Conta soprattutto reagire emotivamentealla notizia, non rifletterci su, non argomentarla razionalmente, giacché la riflessione potrebbe portare i «lettori» di Gallimard a vedere dentro l'abisso che l'odio antisemita ha scavato nel cuore dell'Europa per secoli, correndo l'eventuale rischio che l'abisso stavolta ritorni davvero a scrutere i «lettori».[7]

Contro l'oscurantismo e la censura preventiva non resta che appellarsi al secondo diritto aletico (dal greco alétheia, 'verità') formulato dalla filosofa Franca D'Agosti, cioè «il diritto di essere nelle condizioni di giudicare e cercare la verità». Precludere pregiudizievolmente la possibilità di avere un'accurata edizione critica dei pamphlets, che enunciano verità dell'autore smentite dal corso della storia in ogni loro aspetto, non può non sostanziare il paradosso della maggiore diffusione - indiscriminata[8] e deleteria - dei testi incriminati sul web:

«In ogni caso, c'è almeno un'ovvia ragione per cui proprio l'essere vero o falso di un enunciato assertivo, nel senso del suo corrispondere o meno a come stanno le cose, ha un ruolo importante se non primario. Lo stato di «esplosione» informativa e comunicativa in cui ci troviamo oggi lascia ampio spazio al rischio di scambiare il falso per vero (e viceversa) incoraggiando di principio il dogmatismo e l'errore, con i dissesti sociali conseguenti.»[9]

Se tali motivazioni non fossero bastanti, potremmo rivolgere lo sguardo in Germania dove la pubblicazione dei Quaderni Neri di Martin Heidegger, curata dal professore Peter Trawny, è iniziata nel 2014 (in Italia nel 2015) e non ha ancora prodotto un nuovo Führer. Eppure quei taccuni descrivono gli ebrei come nemici «metafisici» dell'Occidente[10], offrendo alla causa dell'antisemitismo nazista un connotato di carattere filosofico.


Quindi per non permettere che quanto detto cada nuovamente nel silenzio e con l'intento di suscitare nuove trattazioni, la conclusione di questa breve nota sul «caso Céline» è affidata all'ultima risposta che diede il nostro apocalittico scrittore a Pierre Dumayet, durante la trasmissione televisiva Lectures pour tous (17 luglio 1957):

« Vedo in questa marea di invettive... vedo per lo più gente che beve, mangia, dorme... insomma quelle funzioni umane che sono tutte piuttosto volgari... direi che sono pesanti... Il loro spirito è pesante... così mi pare, per lo più... Non ha mai smesso di essere pesante... [...] È pesante, no?!... Ora poi... è straordinario nella sua pesantezza... A partire dalla automobili... l'alcol, l'ambizione, la politica lo rendono pesante... ancora più pesante... Tutto che quello che fa è estremamente pesante... Vedremo forse, un giorno, la rivolta dello spirito contro il peso... Ma non è per domani... »[11].

La celiniana rivolta del domani, però, inizia oggi ed è ispirata dalla necessità dialettica - collettiva e politica - di confrontare la fragile memoria del XXI secolo con la voragine nera del passato per scrollarsi di dosso i pesi «emotivi» del presente e progettare un futuro che instauri finalmente il diritto aletico della parola.


[1] Vd. https://www.lemonde.fr/livres/article/2018/01/11/gallimard-suspend-son-projet-de-reedition-des-pamphlets-antisemites-de-celine_5240448_3260.html?xtmc=louis_ferdinand_celine&xtcr=2

[2] Ibidem.

[3] Il primo ministro Edouard Philippe dichiara: «Je n'ai pas peur de la publication de ces pamphlets, mais il faudra soigneusement l'accompagner» («Non ho timore della pubblicazione di questi pamphlets, ma sarà necessario accompagnarli attentamente»). Vd. https://www.lefigaro.fr/livres/2018/01/08/03005-20180108ARTFIG00185-pamphlets-de-celineedouard-philippe-appelle-a-soigneusement-accompagner-leur-publication.php

[4] Alexis Corbière, deputato della sinistra radicale (La France Insoumise), vorrebbe la proibizione dei testi perché potrebbero facilitare la diffusione dell'antisemitismo nel paese. Vd. https://www.youtube.com/watch?v=Lj0b_xLBZEQ

[5] «La majorité des gens ne s'intéresseront pas à l'appareil critique, les gens ne liront pas les notes». Vd. https://www.actualitte.com/article/monde-edition/serge-klarsfeld-les-textes-de-celine-sont-meurtriers/86700

[6] Nel 2017 il linguista Giuseppe Antonelli ha intrapreso una riflessione sulla dimensione politica degli emoji, da cui ha coniato il neologismo «emologismo». Cfr. https://www.treccani.it/vocabolario/emologismo_%28Neologismi%29/

[7] Cfr. L'aforisma n. 146 di Al di là del bene e del male di Friederich Nietszche: «Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te».

[8] Tutt'e tre le opere dell'autore di Courbevoie sono facilmente reperibili in formato pdf: Begatelles pour un massacre (https://pourlhistoire.com/docu/bagatelles.pdf ); L'école des cadavres (https://bibliothequedebabel.files.wordpress.com/2011/06/celineecolecadavrespdf.pdf ); Les beaux draps (https://pourlhistoire.com/docu/les%20beaux%20draps.pdf )

[9] D'Agostini, Franca. Diritti aletici, Biblioteca della libertà 52.218 (2017), p. 17.

[10] Cfr. Lo studio della filosofa Donatella Di Cesare, Heidegger e gli ebrei, Torino, Bollati Boringhieri, 2014.

[11] M. Fagioli - S. Lanuzza. Arletty, Sartre e Louis-Ferdinand Céline, Firenze, Aión Edizioni, 2016, pp. 108-109.