Speciale Costituzione

LA REPUBBLICA DELLE DONNE

di Livia Turco

La ricerca storiografica sull'impegno sociale, politico ed istituzionale delle donne si ferma in gran parte allaconquista del diritto di voto, al ruolo delle Costituenti, si concentra sulla grande mobilitazione sociale e culturale delle battaglie di emancipazione e del femminismo promossa dai movimenti e dalle associazioni.

Poco è ancora stato scritto sull'impegno politico ed istituzionale delle donne, sul ruolo delle donne nei partiti e nelle istituzioni.

Sarebbe importante colmare questo vuoto a i 70 anni della conquista del diritto di voto alle donne dell'entrata in vigore della nostra Costituzione.

Una chiave di lettura interessante per scrivere questa pagina importante della storia italiana è la scansione delle leggi che hanno avuto come protagoniste le donne. Leggi che contengono le grandi riforme che hanno cambiato in profondità la cultura, l'ordinamento e l'assetto economico e sociale del nostro paese. Leggi che costituiscono ciascuna una conquista, frutto di una mobilitazione che ha visto protagonisti donne ed anche uomini dei movimenti, delle associazioni, dei partiti, in una dialettica a volte aspra ma che ha trovato nel Parlamento il luogo del dialogo, del confronto e della mediazione possibile. Le donne sono state protagoniste della nascita e della costruzione della nostra Repubblica. Hanno partecipato alla battaglia di liberazione contro il fascismo ed il nazismo, per la libertà e la democrazia. Hanno conquistato attraverso il loro impegno, che si è dispiegato a partire dal Risorgimento, il diritto di voto e si sono mobilitate per convincere le cittadine ad esercitare questo loro fondamentale diritto. Appello che fu accolto e nel 1946 la stragrande maggioranza delle donne andarono a votare. Le donne hanno contribuito alla stesura della Costituzione e poi hanno determinato il cambiamento profondo della nostra società, i suoi costumi e valori, le sue condizioni di vita, le sue leggi. Per questo possiamo affermare che la Repubblica Italiana ha dei padri e delle madri. Ancora oggi, troppe volte, nel dibattito pubblico si nominano solo i padri e si dimenticano le madri. Bisogna che tutti e tutte imparino a nominare anche le madri. Sono le nostre 21 donne Costituenti che portarono per la prima volta nel Parlamento la voce delle donne e la loro presenza è il frutto di una rottura storica: l'avvento della democrazia ed il suffragio universale. Le 21 Costituenti sono, infatti, l'emblema dell'impegno e delle battaglie che le donne profusero nella nascita della Repubblica e nella stesura della Carta fondamentale. Negli anni successivi le donne nelle istituzioni, seppure presenti in un numero esiguo, si sono impegnate per inverare i valori della nostra Costituzione promuovendo un grande cambiamento nella società. Lo si può leggere, appunto, attraverso le leggi che hanno cambiato l'Italia e che hanno avuto come autrici le donne, sia nei movimenti autonomi, sia nei partiti che nelle istituzioni.

IL DIRITTO DI VOTO : UNA CONQUISTA

Le donne parteciparono attivamente alla lotta partigiana ed alla Resistenza.

I bombardamenti sulle città, il rapporto diretto con gli eccidi segnarono profondamente la vita di donne e uomini.

Dalla compassione per le vite umane, dal sentimento della solidarietà verso le popolazioni e le persone colpite dalla violenza fascista scattò l'impegno delle donne.

Nel novembre del 1943, a Milano,nacquero i Gruppi di Difesa della Donna, grazie all'impegno di Lina Fibbi (PCI), Pina Palumbo (PSI),A da Gobetti (Partito d'Azione),al quale si aggiunsero le donne cattoliche.

I Gruppi di Difesa della Donna erano un organizzazione aperta a tutte le donne di qualsiasi ceti sociale, credo religioso, credo politico o senza partito. Nascono con l'intento non solo di appoggiare ed assistere moralmente e materialmente i partigiani ma anche per dare alla donna il mezzo per elevarsi nella società e portarsi all'altezza dell'uomo ed a pretendere gli stessi diritti. Essi si sono diffusi ben presto in tutta l'Italia del Nord occupata dai tedeschi. Sono settemila le donne organizzate nei gruppi. E' la popolazione civile, sono i non combattenti che fanno il loro ingresso nel conflitto e senza i quali il movimento resistenziale non si sarebbe potuto radicare. A Napoli, la città che per prima insorse contro i Tedeschi, nel maggio del 1944 esce il primo numero di Noi Donne con questo proclama: "A fianco dei combattenti per la libertà e l'indipendenza nazionale". Nel giugno del 1944, il Comitato di Liberazione dell'Alta Italia riconosce formalmente i Gruppi (GDD) come parte integrante della direzione unitaria della Resistenza. Come si chiede Bianca Guidetti Serra, in un suo articolo "la partecipazione delle donne è stata solo determinata dalla eccezionalità delle circostanze guerra-occupazione straniera o anche, sottolineo anche, da una progressiva presa di coscienza,premessa per la maturazione della condizione femminile? Forse uno dei modi di approfondire l'argomento e di trovare una risposta è leggere e rileggere che cosa le resistenti scrissero allora nei loro giornali. Modesti foglietti grezzi anche dal punto di vista formale, che all'evidenza lasciavano intravedere le difficoltà inerenti ad una attività clandestina. Documenti fino ad ora trascurata, ma che ci offrono, mi pare, una valida testimonianza". Le donne avevano dimostrato di saper combattere, di stare nella dimensione pubblica, ora reclamavano diritti sociali e politici per il dovere di difendere la nazione. La partecipazione alla Resistenza cambia la consapevolezza di sé delle donne, la loro relazione con gli uomini e con la dimensione pubblica. Si sentono cittadine e vogliono partecipare alla vita civile sociale e politica. Per questo il diritto di voto fu una conquista e non una concessione. Tanto più se si ha uno sguardo più lungo e si attiva la memoria storica. Che deve portarci alla fine dell'Ottocento, primi anni del Novecento.

Ecco le tappe più importanti di questa mobilitazione femminile per il diritto di voto

1899: Nasce l'Unione femminile nazionale che reclama il diritto di voto;

Primi del ' 900: Consiglio Nazionale delle Donne Italiane; Alleanza tra associazioni femminili pro suffragio.

1906 : presentazione petizione al Senato promossa da Anna Maria Mozzoni;

1919: Proposta di legge per elettorato politico. Viene fermata al Senato.

1926: viene concesso il voto amministrativo seppure con molte limitazioni

Fascismo.

Resistenza.

Governo Bonomi di Unità nazionale.

Decreto Legislativo luogotenenziale del 23 .1.1945. Firmato dal presidente del Consiglio Ivanoe Bonomi e fortemente voluto da Alcide De Gasperi e da Palmiro Togliatti. Concede l'elettorato attivo (non quello passivo) alle donne ed esclude il diritto di voto alle prostitute.

Esso cadde nel disinteresse generale.

Decreto 10 marzo 1946 n. 74 che detta norme generali per l'elezione dei deputati all'Assemblea Costituente. Introduce l'elettorato attivo e passivo per donne e uomini che abbiano compiuto i 21anni.

Scatta una forte mobilitazione delle associazioni femminili, in particolare l'Udi ed il Cif, una propaganda metodica e capillare. Ne parla in modo efficace Patrizia Gabrielli nel suo libro "Il 1946,le donne, la Repubblica."(Ed.Laterza)

Le donne andarono a votare in massa : l'89% delle aventi diritto. Costituivano il 53% della popolazione.

Furono elette 21 donne su 226 deputati pari al 105. Una svolta storica che inciderà sui contenuti della nostra Costituzione

UNA REPUBBLICA DI PADRI E DI MADRI. LE 21 COSTITUENTI SONO LE MADRI DELLA NOSTRA REPUBBLICA.

Scriviamo i loro nomi. Facciamoli scrivere ai nostri ragazzi e ragazze. Intitoliamo loro i nostri luoghi pubblici.

Ada Bei

Bianca Bianchi

Laura Bianchini

Elisabetta Conci

Filomena Delli Castelli

Maria Federici

Nadia Spano Gallico

Angela Gotelli

Angela Guidi Cingolani

Nilde iotti

Maria Jervolino De Unterrichter

Teresa Mattei

Angela Merlin

Angiola Minella

Rita Montagnana

Maria Nicotra

Teresa Noce

Ottavia Penna Buscemi

Elettra Pollastrini

Maria Maddalena Rossi

Vittoria Titomanlio

Le donne hanno contribuito alla stesura della nostra Costituzione apportandovi la loro esperienza di vita facendo entrare per la prima volta direttamente la vita delle donne nelle istituzioni. Per questo è possibile affermare che se non ci fossero state le 21 Costituenti non avremmo avuto una Costituzione così avanzata, soprattutto in alcuni articoli.

L'IMPEGNO DELLE 21 COSTITUENTI

Le Costituenti si sono impegnate in tutti gli ambiti ed in tutte le fasi della elaborazione ed approvazione della Carata Costituzionale. Come documenta il bel libro di Maria Teresa Antonia Morelli "Donne della Costituente" (Ed. Laterza)

La Commissione dei 75.

Parteciparono Nilde Iotti, Maria Federici, Teresa Noce, Lina Merlin, Angela Gotelli. Si impegnarono in particolare su due temi: la famiglia ed il potere giudiziario per consentire alle donne l'accesso a tutte le cariche pubbliche compresa la magistratura.

Su questo ultimo punto si scontrarono con una forte ostilità maschile sintetizzata nella affermazione dell'on Giovanni Leone "Bisogna arrivare alla rarefazione del tecnicismo. Solo gli uomini possono mantenere quell'equilibrio di preparazione necessario allo svolgimento di tale funzione. Le donne devono stare nel Tribunale dei Minorenni".

Prima Sottocommissione : "I principi dei rapporti sociali".

Partecipano Nilde Iotti e Angela Gotelli.

Nilde Iotti interviene con una relazione sulla famiglia. Essa costituisce la proposizione di una elaborazione fortemente innovativa in cui si afferma la necessità di una famiglia basata sugli affetti e dunque sulla parità tra donne uomini. Parità giuridica ma anche economica e sociale; parità di responsabilità verso i figli; centralità del lavoro con pari retribuzione; riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio e parificazione di riconoscimento tra tutti i figli; no all'introduzione nella Costituzione del principio della indissolubilità del matrimonio.

Terza Sottocommissione "Garanzie economico sociali per l'esistenza della famiglia"

Partecipano Lina Merlin, Maria Federici, Teresa Noce.

Il contributo più rilevante è costituito dalle distinte e diverse Relazioni riguardanti le " Garanzie economiche e sociali per l'esistenza della famiglia" presentate dalle onorevoli che ne erano componenti..Nonostante le diversità di impostazione culturale tutte convergono sulla necessità di sostenere sul piano economico le famiglie con figli,di tutelare la maternità e di consentire la conciliazione tra il lavoro e la cura dei figli,di valorizzare la peculiarità del ruolo femminile sia nella famiglia che nel lavoro.

Le costituenti intervennero numerose nella discussione generale in Assemblea e sui singoli articoli della Costituzione. Esse si sentivano investite della novità storica di rappresentare le donne italiane e fecero sentire in ogni momento questo loro legame portando nella discussione la concretezza dei problemi delle donne,le loro aspettative di cambiamento,il loro desiderio di una vita migliore. Affermarono sempre il valore della dignità femminile.

Particolarmente significativo fu il loro gioco di squadra per ottenere una adeguata formulazione dell'articolo 48. Nella proposta iniziale si affermava che il diritto ad accedere ai pubblici uffici può essere esercitato "conformemente alle loro attitudini, secondo norme stabilite dalla legge". Le costituenti ravvisarono in questa formulazione il tentativo e la volontà di limitare alle donne l'accesso ai pubblici uffici e alle cariche elettive.

Maria Federici a nome di tutte le parlamentari nel suo intervento propone di sostituire la dizione "attitudini personali" con quella di "requisiti" richiesti per particolari incarichi. Il concetto di attitudini personali contiene delle barrire nei confronti delle donne. Cosa sono le attitudini? Esse sottintendono predisposizioni naturali che sarebbero presenti in un sesso ed assenti in un altro. Poiché le attitudini non si provano se non con il lavoro escludere le donne da determinati lavori significherebbe non provare mai le loro attitudini a compierli. Fare riferimento ai requisiti, invece, significa valorizzare il merito e la competenza di ciascuna persona.

Grazie alle Costituenti, grazie alla freschezza e concretezza del loro pensiero, alla loro ferma determinazione abbiamo la formulazione avanzata di articoli cruciali della Costituzione .

Mi riferisco in particolare agli articoli: 3, 29, 31, 37, 48, 51.

Su questo tema la Fondazione Nilde Iotti ha scritto il Libro "Le Costituenti al Lavoro" (Guida Editore) che si può prenotare nelle librerie ed acquistare on line.

COSA RACCONTANO LE LEGGI DELLE DONNE DAL 1950 AD OGGI SULLA STORIA D'ITALIA

· Sono Leggi che hanno avuto come protagoniste le donne ma hanno riguardato gli uomini ed hanno cambiato profondamente tutta la società italiana.2)

· Raccontano la fatica del cambiamento : solo nel 1963 sono state abolite le "clausole di nubilato" nei contratti di lavoro in base alle quali sposarsi o avere un figlio era normale motivo di licenziamento dal lavoro; solo nel 1963 è consentito alle donne l'accesso in Magistratura; solo nel 1964 viene abolito il "coefficiente Serpieri" in agricoltura per cui il lavoro delle donne valeva il 60% in meno sul piano retributivo; solo nel 1968 l'adulterio femminile non è più reato; solo nel 1976 viene nominata una donna Ministro, Tina Anselmi; solo nel 1979 viene nominata la prima donna Presidente della Camera Nilde Iotti; solo nel 1981 viene abrogato il principio della rilevanza penale della causa d'onore; solo nel 1987 viene riconosciuta la tutela della maternità alle lavoratrici autonome,alle libere professioniste; solo nel 1996 la violenza sessuale,lo stupro non è più reato contro la morale ma contro la persona; solo nel 2000 sono riconosciuti i congedi parentali a papà e mamma e la indennità di maternità per le donne non lavoratrici come le casalinghe,le studentesse le donne disoccupate; solo nel 2000 le politiche sociali sono riconosciute come politiche pubbliche e viene abrogata la Legge CRISPI del 1891; solo nel 2012 viene riconosciuta la piena parificazione tra i figli superando in tutti gli aspetti la distinzione tra figli nati nel matrimonio e nati fuori dal matrimonio; solo nel 2014 la violenza contro le donne è colpita in tutte le sue forme a partire dalla violenza perpetrata dal coniuge o convivente attraverso la ratifica della Convenzione di Istanbul.

· Le conquiste legislative sono il frutto di una "forma" della democrazia basata sulla centralità del Parlamento, luogo di dialogo e confronto, sul ruolo dei grandi partiti popolari dotati di robuste culture politiche,sulla effervescenza di grandi movimenti collettivi che si sono scontrati ma poi confrontati con le istituzioni ed i partiti. In ciascuna di queste conquiste le donne ne sono state protagoniste partecipando o promuovendo movimenti collettivi, impegnandosi nei partiti, svolgendo il ruolo di autorevoli parlamentari..

· Le battaglie che hanno avuto come protagoniste le donne per cambiare la loro vita ed affermare i propri diritti si sono intrecciate con le vicende politiche generali del paese,hanno inciso sugli equilibri politici ed anche sollecitato l'apertura di nuove fasi politiche. E' avvenuto negli anni '60 quando le battaglie delle donne per il lavoro ed i diritti sociali hanno saputo superare il clima della guerra fredda ed hanno anticipato la stagione del centrosinistra. E'avvenuto con la legge sul divorzio che punì l'alleanza di centrodestra clericale. E' avvenuto con la legge 194 sull'aborto che,nel pieno della lotta al terrorismo, pose l'esigenza di una nuova stagione democratica basata sul dialogo tra le forze politiche riformiste per costruire la democrazia dell'alternanza.

· I campi di azione del riformismo femminile sono molteplici: lavoro, welfare, famiglia, diritti sociali, salute, istituzioni, giustizia, immigrazione e cittadinanza. In alcuni di questi campi, come la sanità' e le politiche sociali, le donne, parlamentari e Ministre, ne sono state leader.

· Il valore e l'efficacia della trasversalità femminile, della alleanza politica e sociale tra donne di diversi orientamenti politici e culturali.

L'importanza di saper fare gioco di squadra, di costruire mediazioni, di stringere alleanze tra donne nella società e donne impegnate nelle istituzioni .

Un resoconto puntuale della scansione legislativa, dalla prima alla sedicesima legislatura,è contenuto nel libro curato dalla fondazione Nilde Iotti "Le leggi delle donne che hanno cambiato l'Italia"(Ediesse) -