Speciale Costituzione

LA COSTITUZIONE ITALIANA ATTRAVERSO IL LINGUAGGIO POETICO

"I POETI INCONTRANO LA COSTITUZIONE"

di Carla Guidi

Ediesse editore Roma - Gennaio 2017 - In copertina foto di Valter Sambucini

https://www.ediesseonline.it/catalogo/arte-e-lavoro/i-poeti-incontrano-la-costituzione

Libro a cura di Carla Guidi giornalista, scrittrice e Massimo De Simoni, Presidente dell'Associazione Etica. Prefazione di Franco Marini.

*L'Onorevole Franco Marini è stato Segretario generale della CISL, Presidente del Senato, Ministro del Lavoro, Segretario del Partito Popolare Italiano e Parlamentare europeo.

Con il contributo della Fondazione Logos P.A. - Come nella nostra Costituzione c'è tutta la storia d'Italia, nella nostra Fondazione c'è l'impegno di chi offre il proprio contributo per la crescita delle amministrazioni e lo sviluppo delle comunità locali. Nel decimo anno dalla sua nascita la Fondazione Logos P.A., vero e proprio laboratorio di confronto e ricerca con l'obiettivo di favorire la divulgazione della cultura e delle competenze manageriali nella Pubblica Amministrazione, vuole offrire una lettura originale dei principi fondamentali della nostra Carta Costituente.

Questo libro è sorto da un proposito, nato nella calda estate del 2012, di fare un incontro poetico/culturale sulla Costituzione Italiana. Ho ricevuto infatti questo invito da Paola Oliva per un appuntamento, insieme ad alcuni amici scrittori da effettuarsi presso la libreria Mangiaparole di Roma per il 21 settembre 2012, e dall'editore Progetto Cultura che ne avrebbe stampato un documento. L'incontro ha stimolato una serie di sentimenti e di emozioni, tanto che si è deciso di continuare l'iniziativa con il Patrocinio dell'Associazione Etica, promuovendo un evento di questo tipo il 13 febbraio 2013 nella Sala Rossa del X Municipio in piazza di Cinecittà, con il titolo Il valore oggi della Costituzione Italiana, con l'introduzione di Massimo De Simoni, Presidente dell'Associazione Etica, e del Senatore Mario Gargano.

Questo impegno può essere letto oggi come un vero Progetto, mio e di Massimo De Simoni, volto a proseguire questa volontà per farne addirittura un libro a più voci e contenente un appello. Un percorso tortuoso forse, ma virtuoso e poetico di rileggere la Costituzione con gli occhi della letteratura e dell'emozione, della memoria infine, con la partecipazione appassionata di quelle generazioni che hanno avuto solo rapporti indiretti ma forti, colorati addirittura di orgoglio e di identità partecipativa trasmessa loro dall'anamnesi dei padri o addirittura dei nonni. E chi meglio del poeta/scrittore ha dimestichezza con l'affettività, ricordi singoli e comuni legati ad avvenimenti così importanti della nostra memoria collettiva e della storia della nostra democrazia? Perché lo scrittore in genere ha questo compito, che lo voglia o no, cioè fare da intermediario simbolico e catalizzatore di moti dell'animo rispetto ad un passato, non molto lontano, che ha lasciato però un segno indelebile nella nostra vita sociale e politica, nella nostra cultura ma anche nel nostro immaginario collettivo.

Da molti indizi sembra ora che questo "sentire" si stia perdendo, lasciando il posto ad una debilitante mancanza di fiducia nel futuro, ad una inefficace speranza che infine tali premesse costituzionali si avverino in un compimento, siano stabilmente tutte applicate ovvero si concretizzino nella loro carica etica e democratica. In parte certamente più di qualcosa è stato realizzato, ma larga parte del dettato costituzionale rappresenta ancora un lontano faro nella nebbia delle ingiustizie della modernità. Intanto il malessere sociale aumenta e contemporaneamente si affievolisce e si sfilaccia il tessuto dei rapporti interpersonali, le relazioni si impoveriscono e la solitudine si impadronisce dei singoli all'interno di una folla di anonimi sempre più irritabili, terreno fertile di aggressioni, tragedie familiari e non solo. E che dire della disattesa applicazione degli articoli 9, 21 e 33 ? Magari dopo aver preso ulteriore coscienza del problema dalla lettura delle sconvolgenti affermazioni di Tullio De Mauro sul suo La cultura degli italiani (Laterza 2013) dove si denuncia la riduzione delle spese per la ricerca, la cultura e l'insegnamento, permettendo così un analfabetismo di ritorno con lo spegnersi, soprattutto nei giovani, della coscienza del bello, della consapevolezza del limite e della capacità di giudicare ciò che è giusto e ciò che non lo è, permettendo così l'emergere sistematico ed incontrollato di azioni emotive ed irrazionali che le offerte tecnologiche amplificano piuttosto che guidare - È mancata una politica pubblica per un'adeguata istruzione secondaria e universitaria, per un sistema di apprendimento durante tutta la vita, per biblioteche e promozione della lettura. Giorgio Napolitano ha detto di avere fiducia negli spiriti vitali degli italiani. Vorrei dargli ragione, a patto che tra gli spiriti vitali ci siano anche l'intelligenza per capire l'inadeguatezza cronica della politica e la capacità di selezionare ed esprimere una classe dirigente all'altezza dei nostri problemi -

Questo nostro libro infine è stato pensato in sezioni, introdotte ognuna da una frase storica o un riferimento ad articoli particolari della Costituzione, ai quali messaggi i poeti si sono ispirati, in parte o puntualmente, ma mai in modo univoco. I testi infatti che lo compongono, pur rappresentando se stessi e la personalità dell'autore con molte sfaccettature, significati e rimandi diversi, sono stati assemblati in un ordine per così dire "organico" nei riguardi delle premesse a ciascuna sezione, essendo il Testo Poetico dotato di una propria vivace materia linguistica, tesa più ad evocare che a decretare, quasi ponendosi infatti a completamento partecipativo delle indicazioni e dei proponimenti che i nostri Padri Costituzionali stavano suscitando, mettendo in essere la Legge fondamentale della Prima Repubblica Italiana ... E non dimenticando che tra questi c'erano anche le Madri Costituenti. Solo 21, ma attente alle speranze delle italiane che avevano lottato come partigiane, staffette ed antifasciste, molte condividendo con le altre elette trascorsi di prigionia e di confino, molte semplicemente sostenendo i loro uomini in lotta od in carcere, portando cibo ed indumenti, fasce e medicine anche a rischio della propria vita, in un panorama storico dove i diritti delle donne sembravano essere stati ingiustamente dimenticati e forse, solo per questa partecipazione attiva alla Resistenza, erano stati finalmente legittimati.

Analizzando il nostro schema, iniziamo con una celebre frase di Piero Calamandrei, tratta dal discorso ai giovani tenuto alla Società Umanitaria (Milano 26 gennaio 1955) passando per la riflessione di George Santayana sulla Memoria, ricordando con Bertold Brecht di non abbassare mai la guardia riguardo alla difesa della nostra "fragile" democrazia, concludendo l'ultima sezione con l'appello di Umberto Terracini - L'Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa la affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore.- E questo discorso ha molto a che vedere con il senso ed il valore della nostra Identità, non tanto per chiuderci ma per aprirci senza paura agli scambi con le altre culture e identità, avendo però ben salda in mente la consapevolezza della nostra Storia e del nostro Territorio come un valore inalienabile da difendere dalle distruzioni e dalle speculazioni, non dall'ingresso di coloro che vengono in pace. A questo proposito riporto quanto appreso da un articolo sul numero di settembre 2014 della rivista Ali della Lipu (Ente Morale riconosciuto con D.P.R n. 151 del 6/2/1985) Il bello della natura di Danilo Selvaggi Direttore Generale Lipu -... è di recente approdata in Parlamento una proposta di legge costituzionale, a prima firma dell'onorevole Serena Pellegrino, che intende inserire all'articolo 1 della nostra Costituzione il riconoscimento della bellezza come elemento costitutivo dell'identità nazionale.- (pag 6)

In realtà c'è già un riferimento in quell' Art. 9 - La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.- ma evidentemente questo non ha mai impedito lo scempio della terra e del paesaggio italiani fin dagli anni '50 che il poeta Andrea Zanzotto (citato nello stesso articolo alla stessa pagina) ha paragonato - la cementificazione dell'Italia alla peggiore delle tragedie del secolo scorso - Inoltre a questo proposito possiamo leggere notizie del libro di Salvatore Settis Paesaggio Costituzione cemento Einaudi 2010, citando dal sito https://www.einaudi.it - Questa cieca, suicida devastazione dello spazio in cui viviamo, la «progressiva trasformazione delle pianure e delle coste italiane in un'unica immensa periferia», non avverrebbe impunemente se vi fosse fra i cittadini «una chiara percezione del valore della risorsa e dell'irreversibilità del suo consumo» - Ma nel 2013 è uscito anche un altro libro, sempre per Einaudi, proprio sul tema da noi affrontato in maniera poetica. Si tratta de La Costituzione incompiuta e raccoglie i saggi di Alice Leone, Paolo Maddalena, Tomaso Montanari e dello stesso Salvatore Settis, libro scritto con una finalità che ci è comune, cioè che la Costituzione venga davvero attuata e non resti la "grande incompiuta" secondo quanto temeva anche Piero Calamandrei.

Ritornando al discorso sopra riportato di Umberto Terracini vediamo quanto può essere importante la valorizzazione, non solo emotiva ma razionale, su come è nata e quanto è costata la Creatura che aveva concluso nel 1947 un ciclo storico di vita collettiva drammatico, per innescarne un altro che si presupponeva corretto, equilibrato e giusto per tutti, senza discriminanti ... tutti i cittadini con pari dignità sociale e eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali ...

Come detto, è stata inserita anche una parte dedicata alla Resistenza, parte integrante della nascita del Testo costituzionale, poiché sappiamo che la Poesia non è morta nei Campi di concentramento, secondo l'ammonimento lanciato all'inizio degli anni Cinquanta da Theodor Adorno e da allora così spesso ripetuto - Dopo Auschwitz, è barbaro scrivere poesie. È barbaro trarre piacere estetico dalla rappresentazione artistica della nuda, corporea sofferenza di quanti sono stati uccisi... Così tale sofferenza è quasi trasfigurata e deprivata di parte del suo orrore, e con ciò alle vittime è resa l'ennesima ingiustizia - Quella era solo la voce, attraverso di lui, della coscienza sporca di un'intera civiltà che aveva riscoperto la sua - non sopita barbarica e sistematica, concreta diabolica ferocia - di fronte alla quale sembrava sparire per sempre ogni simbolismo. Ma a lui aveva risposto Paul Celan con il poema Todesfuge, opponendo quindi una vera e propria Resistenza a questa condanna che coinvolgeva l'intera umanità, un tentativo disperato ma lucidissimo, poetico quindi, ma soprattutto onesto di trasformare questo orrore assoluto in immagini e linguaggio, perchè se ne potesse fare poesia ed in qualche modo pietosamente, si potessero recuperare e ricordare queste energie perdute per scongiurare la "profezia" di George Santayana: Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo.