Speciale Mario Lunetta

W. C. Blues

di Fabio Troncarelli

Non so se mai qualcuno

ha scritto una poesia su di te e a dire il vero

non ti ho neppure tanto pensato

mentre vivevo

dove hai vissuto. Chicago, è sicuro,

l'hanno cantata in molti, ma nessuno

ha scritto versi su un bagno di Chicago,

dove sei morto, ucciso, in un lago

di sangue. Dico bagno non dico cesso

come direbbe qualunque fesso

di oggi perché fa tanto trasgressivo.

Io invece dico bagno.

Sono pudico

e mi vergogno.

E parlo del bagno dove, chi lo sa ,

forse sei andato per necessità,

a liberare il peso della mole

terrena. Ma io a questo bagno dove il sole

non batte mai, così povero, color cenere

ci stavo solo per capire come

sei morto, povero Couliano.

Scusami sai, ma anche se vedevo

il tuo viso sul libro esposto in vetrina quando entravo

alla Divinity School, io non potevo

fare a meno di pensare a te come un poveraccio

dei Balcani, morto come Ario

inter urinas et faeces, perchè la sorte

degli eretici, ieri e oggi, è una squallida morte.

E a te, tanto eretico per quelli rimasti vivi,

nostri contemporanei trasgressivi,

a te ho pensato solo quando ero nel bagno

dell'Università. Come un compagno

di giochi, dimenticato, un ricordo

per puro caso finito tra le mura

dove ci si scarica e poi si scarica. Senza paura.

Come si scarica senza paura il rimorso.

Come sarebbe bello scaricare ogni ricordo

e non pensarci più!Vorrei tanto parlarti.

E parlare a Paul Ricoeur che è vissuto

tra le stesse mura e forse un giorno ha posato

lo sguardo sulle stesse mattonelle del bagno, mentre per un istante

era un uomo come tutti gli altri e non un gigante

del pensiero. O forse no. Ma sicuramente le ha viste Couliano

morto ammazzato

come si conviene a uno zingaro dei Balcani,

a un barbone del pensiero, che chiede aiuto

ed asilo e pietà e riceve solo lo sguardo muto

dei trasgressivi, umani, troppo umani,

che non sanno difenderlo e non sanno

difendere loro stessi. Sì,Chicago

città del vento, azzurra, cristallina,

dove il blues per le strade ti stordisce,

non è vicina

a chi muore. Ma perché mi sfinisce

non il ricordo del lago color cobalto

di Wright, di Van der Rohe,di Alvar Aalto

e mi ritorna in mente solo un acquaio,

solo un bagno disinfettato color acciaio,

un bagno dove il sangue è stato lavato

meticolosamente e non c'è più né odore,

né dolore, ma solo l'asettica presenza della storia?