UNO SGUARDO DAL PONTE

SAVERIO GAETA, “IL VEGGENTE”

di Diego Zandel

Recensione del libro che parla dell'apparizione della Madonna, avvenuta il 12 aprile 1947 in una località chiamata Le Tre Fontane, allora alla periferia estrema di Roma, ora parte del quartiere residenziale dell'EUR.


Una premessa personale alla recensione di un libro che parla di un evento: l'apparizione della Madonna, avvenuta il 12 aprile 1947 in una località chiamata Le Tre Fontane, allora alla periferia estrema di Roma, ora parte del quartiere residenziale dell'EUR, a due passi dal Palazzo dei Congressi. Per me non è una località e, quindi, tanto meno un'apparizione qualunque, per cui non potevo sottrarmi dal leggere un libro "Il veggente", scritto da Saverio Gaeta, un giornalista di Famiglia Cristiana e pubblicato da Salani, con il sottotitolo - quello che ha richiamato la mia attenzione - "Il segreto delle Tre Fontane". A poche centinaia di metri, sulla stessa strada, la via Laurentina, sorgeva il Campo Profughi del Villaggio Giuliano-Dalmata in cui, esule da Fiume, sono arrivato nel 1948 con la mia famiglia. In quegli anni non c'erano costruzioni che ci separavano: alle Tre Fontane si arrivava con una passeggiata o una o due fermate dell'unico autobus, il 223, che passava da quelle parti. E, naturalmente, l'attuale santuario - ma che allora non era niente più della grotta dove era apparsa la Madonna - era una delle mete, vuoi domenicali, vuoi per chiedere alla Vergine Maria una qualche intercessione, di noi profughi. Una Madonna, quella delle Tre Fontane, poco conosciuta rispetto ad altre più famose, anche degli stessi dintorni di Roma come quella del Divino Amore, anch'essa non troppo lontana dal Villaggio Giuliano, ma non inferiore per la devozione dei fedeli. Madonna che avrebbe assunto il nome "della Rivelazione". Perché questo nome?

Io lo avrei appreso, non appena imparai a leggere, da una lapide posta fuori dalla grotta dell'apparizione in cui si raccontava di un uomo, Bruno Cornacchiola, fanatico comunista, che si era trovato in quel luogo notoriamente frequentato da prostitute e che, a un certo momento, si trovò al centro di un fenomeno straordinario: l'apparizione di una donna bellissima, mentre la grotta, fino a quel momento ricettacolo di rifiuti e puzzolente, veniva letteralmente illuminata da quella presenza, spargendo intorno a se un profumo intensissimo di fiori. Cornacchiola non era solo, c'erano pure i suoi tre figli, i quali parteciparono al fenomeno che avrebbe cambiato per sempre le loro vite.

La mia conoscenza dell'apparizione si fermava alle brevi informazioni contenute in quella lapide, tutt'ora esposta. Ma il libro di Saverio Gaeta, che per primo ha potuto liberamente accedere ai diari e altri documenti riservati del Cornacchiola, ci offre una lettura più ampia e profonda sia del personaggio, non solo comunista ma anche membro della chiesa avventista e spregiatore del Papa definito rappresentante di Satana (tanto da meditare di ucciderlo), sia della sua vita fino allora, misera e di strada, sia del fenomeno stesso che lo portò dritto alla immediata conversione (da qui il nome della Madonna della Rivelazione). Inoltre ho appreso che le apparizioni della Madonna all'uomo sono state decine, e tutte ricche di messaggi che sono stati trascritti e che noi oggi possiamo trovare diffusamente in questo libro. Inoltre, mentre ero convinto che fosse morto, con mia sorpresa ho saputo che, nato nel 1913, visse fino al 2001, attivissimo con la sua associazione Schiere Arditi di Cristo Re Immortale (Sacri) e che spesso tornava a pregare alle Tre Fontane. Pertanto, mi resta il rammarico di non averlo conosciuto personalmente.

Il libro ha indubbiamente grandi motivi di interesse, anche in rapporto ad alcuni sogni dell'uomo che anticiparono eventi di portata mondiale e che mettono in risalto la sua natura, appunto, di "veggente". Giudico interessanti anche altri fenomeni precedenti all'apparizione della Madonna, come quando in Spagna, combattente fascista e spia comunista, si salvò dall'esplosione di un camion sul quale si trovava, saltando giù da esso in seguito all'ordine di una bella ragazza vestita di bianco che si era improvvisamente materializzata accanto a lui.

Detto questo, a parte che tutto ciò rientra nella sfera della fede e della capacità scientifica di spiegare questi fenomeni, i dubbi su molti aspetti relativi al fatto che le apparizioni non siano altro che, appunto, fenomeni paranormali, seppur sinceramente vissuti come autentiche apparizioni della Madonna, restano tutti. Bruno Cornacchiola era sicuramente un visionario, ma la sua testimonianza non dà elementi sufficienti alla credibilità sul piano della realtà, in particolare per i presunti messaggi della Vergine che, autodefinitasi "Sono la madonna della Rivelazione" oppure chiedendo di costruirle una chiesa in suo nome in un certo posto oppure minacciando ("Ora basta!"), restituiscono sentimenti troppo bassamente terreni, oltre che un pensiero religioso troppo codificato dalla dottrina e dai dogmi della Chiesa cattolica in chiave catechistica, che pone, appunto, quella cattolica e non altra come l'unica e vera religione nel mondo, mentre dalla Madre di Dio ci si aspetterebbe uno scatto più alto e libero, direi sovrumano e sicuramente non così strettamente e banalmente confessionale.