LE PAROLE FRA NOI

POESIE DI GIORGIO MOIO

si sente lo sciabordio del mare

a negare ogni speranza

alla panza di enza con la l'enza

sciacquettano nelle insenature

a ghirigori a zig & a zag

zagari a zagabria zampillando

l'asterisco che manca al mare

è il tuo strazio il tuo dolore

saltimbanco dell'innesco

di bolina il biodegradabile

dell'ora in cui le parole

si fanno deprecabili

nel bosciardio del mare

settembre 2014

è una trappola il mare

perfido nemico

dell'incontinenza

sono fregature

le sue onde

per chi pensa

ad ampio raggio

scudo per l'improbabile

oggetto del vecchio

senza strisce di luce

una deriva del volere

vàride del révole

per chi segna

di sognare

l'altrove del dire

l'altrove del fare

ma tra il dire e il fare

c'è sempre di mezzo il mare

oh mare magnum

anche tu ti sei dato

todo todo - dotòdotò

al dio denaro

novembre 2014

Inno all'anarchia

quando sarò un poeta senza padroni

canterò l'inno alla gioia o della liberazione

salterò tra sassi ruvidi o levigati dell'utopia

tra foglie del bosco dell'anima in fermento

finalmente libero di organizzare un sogno

associazioni di parole, di uomini, d'idee

di un mare incresposo di una canzone

dove finalmente mi culla l'insorgere

un fremito socializzato dell'ugualità

novembre 2016

sulla sfera ferrata

si fa nero il bianco

segnis no segnus

singes no sunges

una retta va diretta

nell'azzurro che ride

ridesta la stagione

nella distesa estesa

del nulla in voga

°

voga in gavo il vago in gova

segna in agnes senga di ganes

un'ombra dal bramo di barmo

soliloquio di un loquio liso

la luna nula nula la luna

nell'esile dell'elise esilarante

°

angoli di golina a spasso per linago

si rompe il cerchio della pigrizia

suoni rotti senza rumore per l'aria

si stendono come panni sui fili

filiazione non è semplice partecipazione

o spazio per un verdetto incerto

°

la forma è ferma e segna il passo

il punto si muove e traccia tracciati

luoghi di silenzi tra vociare di ciavore

revocia il vorecia tra il reciavo di ciarevo

ossimori del paradosso avverso

un colore locore di recolo riflette

°

s'intorpidisce l'idea di un mutamento

l'acqua scorre inciampando nell'ossimoro

il moro degli ossi l'oro di misso

is is si or or or del punctum barthesiano

flette la luce nel principio di un tentativo

di mareggiata agiata dal riflesso flesso

flessoidale nel concavo dell'attesa

°

in acque agitate si fa forma il fare

corsi e ricorsi storici della memoria

nelle città dall'odore di catrame

cacche di cane per slalomisti inesperti

dirupi pirudi dove giacciono le proposte

°

principia la proposta poi si ridesta

travalica l'idea ma non conclude

la lotta non sa come si faccia

ma ci mette la faccia ma fiacca rimane

la parola disposta alla resistenza

principia proposta ridesta

cinpripia propasto staderi

travalica idea conclude non

valicatra di calivatra per atravilca

e a di aedi de ai alle aide

cludenco di declunco cun clode onn

*

da una sfera color cobalto

non si vede un cazzo

l'occhio si danna

come si danna il cuore

quando è innamorato

scorge una luce

anzi un raggio di luce

che non fa tre virgola quattordici

*

un alito di resistenza

sui frontespizi del mondo

rimane a guardare

lo scorrere del giorno

sotto la sferzante calura

della lucara che racula

si scola un litro de' vin

e sta tranquillo fino al matin

*

se vuoi gridare perché non gridi?

se vuoi lamentarti perché non ti lamenti

se vuoi denunciare perché non denunci

se vuoi dire che schifo questa politica

perché non lo fai

se non sei un mafioso

perché ti comporti da mafioso

se non sei un drogato

perché ti fai ipnotizzare da false promesse

se sei un uomo perché ti comporti da burattino

*

se ne andò per mari moti

motivazioni non ne aveva

avevamo perso ogni sfida

sfidare la sorte

sortilegi e scongiuri

a cercare una rima

volteggi di schiuma bianca

disegnavano cancellature

con la biro blu

di terra neanche a parlarne

uno iato iconico coi coni

*

replay

© Giorgio Moio