Speciale Mario Lunetta

Con noi, Amico, Fratello, Maestro...

di Mario Quattrucci

Finito l'allenamento, giocata la partita, è uscito dal campo. Ci ha lasciato un'immagine sorniona e sorridente con cui ha aspettato la commare secca. E una firma: l'immortale sottoscritto.

E dunque c'è riuscito. Dispersi fra le stelle gli atomi del suo materico tessuto, egli è qui, e per sempre, con noi e i nostri figli e nipoti e pronipoti. Qui nel mondo (cosiddetto) dei vivi di oggi e di domani, finché parola sarà scritta e udita. Proprio come uno degli immortali che ha creato..., o di cui vividamente ci ha narrato, che ha messo per noi sotto la luce del suo ingegno acuminato, che ci ha fatto conoscere e capire: con quel Vizio impunito di tutta la sua vita, entro i cento cahiers e livres e immagini e scene che ci lascia.

Lo teniamo con noi. Perché di lui, come sempre, abbiamo bisogno. Nella lotta per una riforma intellettuale e morale, per un'alternativa letteraria e culturale, per una rinascita dello spirito pubblico illuminato da quella nostra utopia..., ne abbiamo bisogno. Utopia, diceva..., ma necessaria.

Nella lotta che è stata la sostanza della sua azione e della sua vita morale, la sua unità di vita, il punto di partenza e il punto di arrivo, la lotta per un mondo migliore, più giusto, più libero e umano..., ne abbiamo bisogno. La lotta contro l'asservimento del pensiero, contro la schiavitù materiale e morale, sfacciata o mascherata, mai così estesa, mai così odiosa. Contro gli dei falsi e bugiardi di questo tempo e di questo mondo sempre più grande e terribile, di questi poteri sempre più forti e miserabili, di questo totale "mercato delle anime".

Ha lottato fino all'ultimo istante: col lavoro della sua mente e del suo animo grande, producendo beni mentali, creando cioè nel campo delle idee e agendo nella prassi con decine di opere poetiche narrative saggistiche teatrali che hanno riempito le nostre ore, arricchito i nostri giorni, aggiunto fili iridescenti alla trama della nostra vita, contribuito al rinnovamento delle arti e della cultura, alla difesa dei diritti umani e civili fondati dalla nostra Costituzione.

È stato, è, uno dei grandi intellettuali organici del movimento operaio italiano e internazionale, giornalista, sindacalista, organizzatore di lotte culturali e sociali.

È stato, è, il più generoso coerente intransigente paladino della libertà dell'arte e dell'artista contro ogni costrizione ideologica ed ogni censura, ogni asservimento ai format imposti dal mercato e dal potere.

È stato, è, nostra guida e Maestro, nostro amico e fratello, nostro esempio di vita.

È qui con noi, lo sarà sempre: parlerà a noi e ai nostri figli e nipoti coi suoi mille versi, con le sue mille pagine, con la viva voce delle sue recitazioni e letture e memorabili lezioni, che abbiamo avuto la fortuna di ascoltare e conservare per noi e per tutti.

Litigavamo spesso sulla forma e il contenuto. Guardando alla sua vita, avevo ragione io: egli fu sostanza e contenuto: di ferro e di velluto, di rose e di spade, di lotta e di amore, di passione e ragione. Aveva ragione lui: se non in quella forma, quale contenuto avrebbe avuto la sua vita?

Sicché di lui possiamo dire, todavia, come di quel tirannicida: gli elementi erano così commisti in lui che la Storia può ergersi e affermare: questo era un Uomo.

Tarderà molto a nascere, se nasce un hidalgo romano come te, Mario: ma noi che avemmo la fortuna di essere dei tuoi saremo come te, magari per un giorno, immortali anche noi.

A presto, Mario. Col consueto abbraccio, il tuo ominimo emme.