Speciale Mario Lunetta

PER MARIO LUNETTA

di Pignotti

Con tutti i libri di Mario che ho a Roma, con tutta la generosità che mi ha variamente dimostrato Mario, come scrittore e amico, mi trovo ora a Pesaro a dover scrivere in tempi rapidi per l'imminente Malacoda a lui doverosamente e con slancio dedicato, una testimonianza rachitica per affetto e per critica.

Fortunatamente ho qui a Pesaro, perché donatomi in duplice copia , il suo "Doppio fantasma, 91 poesie, per 91 artisti" pubblicato da Fermenti nel 2003, dove tra l'altro Mario mi aveva delicato un intrigante acrostico.

Per non apparire assente fra le testimonianze di Malacoda ho pensato di ricordare Mario, scrittore, se ben ricordo, che Gianni Toti acutamente definiva "L'impresentabile", perché "già presentato", "pre sentito", "post sentito"... anche in quanto da inserire in una particolare categoria, non del continuo "work in progress", ma in quella del continuo "progress in work"... dedicandogli qualcosa su cui non mi ero mai cimentato, un acrostico. Per di più un acrostico, sicuramente maldestro, ma sentito e ricavato alla stregua del mio vecchio "Parola per parola, diversamente", smontando e rimontando alcuni suoi versi proprio dal "Doppio fantasma".

Per Mario Lunetta

M ario Lunetta , sì lui in persona

A niente finalizzato, forse a tutto

R icostruisce pezzi di natura

I mmagine di libertà raggiante

O ridisegna il mondo e il suo disordine

L a vecchia dimensione dello scarto rinviene

U na memoria di giorni che verranno

N el cupo inferno viscido ove schiatta

E tutto vola, tutto se ne fugge

T utto da definire, tutto da morire e da vivere

T i guardi ancora intorno, in attesa

A noi che l'ali non abbiamo ai piedi