Speciale Mario Lunetta

PER MARIO LUNETTA

di Franco Falasca

Mario ha vissuto il teatro dell'assurdo di sé stesso, della propria vita e della vita degli altri, altri presunti o veri, che lui amava ed odiava con indefesso candore. In questo teatro dell'assurdo, tutti questi personaggi, incominciano a credersi veri, e si contestano si scontrano, si parlano, litigano, si amano, si odiano, e questi personaggi sono il capitalismo, gli sfruttatori , i politici, gli amici, i nemici, le casalinghe, gli sportivi, gli amanti, gli speculatori, i derelitti, etc tutti personaggi che ad un certo punto incominciando a credersi veri, travolgono Mario Lunetta in un gioco perverso in cui lui stesso incomincia a credere, e lui li manovra o pensa di manovrarli, ma lui sa anche di esserne manovrato, e poi in fondo la lucidità di sapere che effettivamente non esistono ma si credono tali, e poi ci sono i critici e gli scrittori e tutti noi, amici e nemici, che effettivamente non sono e non possono dirsi asettici imparziali ed esterni, ma sono faziosi, parziali ed interni, e quando questi incominciano ad elaborare un linguaggio (questo linguaggio che pretende di spiegare un autore) in realtà sono tutti coinvolti dallo stesso autore in questa rissa verbale linguistica e storica da cui nulla sfugge.

Ora Mario è tornato al punto zero, dopo aver animato tutto questo teatro dell'assurdo, la sua stessa coscienza ha visto tutto questo nella sua vera luce. Ed è in quel punto zero che Mario Lunetta è diventato il genio ed il grande autore ed anche il Premio Nobel di una nazione che non esiste, di un conflitto che non esiste e di una parodia del tutto che alla fine lo premia come il grande giocoliere, che tutto comprese e come tutti i geni rappresentò ma da cui non poté essere compreso e rappresentato. Adesso lui riposa nella genialità oggettiva non della storia, ma di un ipermondo che è la vera scenografia in cui lui operò ed in cui continua ancora ad operare perché lì non c'è la morte ma solo un sorriso sarcastico ed ironico.