CULTURA E DIRITTI

ancora non lo sai?

NASCE LA SAI

Società Autori d'Italia

PER LA PIENA ATTUAZIONE DELL'ARTICOLO 9 DELLA COSTITUZIONE

PER UNA SVOLTA NELLE POLITICHE CULTURALI

PER UNA RIFORMA INTELLETTUALE E MORALE DELLA NAZIONE

PER DARE VALORE AL LAVORO CULTURALE

Appello

Costituzione della Repubblica −Art. 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani − Art. 27

1 − Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici. 2. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore

La crisi che attraversa il Paese non è solo economica e sociale ma anche culturale e morale.

Anzi: essa è prima di tutto crisi della cultura e degrado morale, e da ciò la difficoltà e l'incapacità di affrontare nel giusto modo la crisi economica e sociale dell'Italia e d'Europa. La politica, la grande impresa, i poteri forti del Paese hanno ormai da lungo tempo divorziato dalla cultura.

Si ripropone, come a tutti gli snodi epocali della nostra storia, una questione culturale come vera questione nazionale, centrale dell'emergenza sociale e democratica italiana.

Essa va affrontata e risolta, poiché difendere ed ampliare tutti i settori della produzione culturale, difendere, risanare e sviluppare la scuola, l'università, la ricerca scientifica e tecnologica, il nostro immenso patrimonio ambientale, artistico, storico, e tutta la produzione creativa e di beni immateriali è la via maestra per una ripresa economica e uno sviluppo sostenibile del Paese, per creare un sistema intelligente e virtuoso capace di attrarre investimenti, competere sui mercati internazionali e dar vita ad un grande bacino di occupazione qualificata e non delocalizzabile, come pure per una reale lotta agli sprechi e una rigenerazione della pubblica Amministrazione.

Poiché è falso che la cultura è un superfluo e che con la cultura non si mangia, mentre è invece dimostrato che un intervento massiccio nei settori della cultura produrrebbe, ad esempio nel Mezzogiorno, in termini di sviluppo e occupazione 30 volte di più di quanto non abbia prodotto la cementificazione delle città e dell'ambiente.

In Italia il Prodotto Interno Lordo - parametro già di per sé discutibile, perché non in grado di misurare il benessere vero della società- nel settore dell'industria culturale è aumentato anche negli anni di crisi, malgrado la persistente scarsezza delle risorse pubbliche investite nel settore. Il lavoro culturale, tuttavia, pur crescendo e attraendo tanti giovani, è sottopagato, polverizzato e precarizzato. Non si riconosce valore al lavoro culturale.

L'Italia ha infatti il potenziale più elevato, rispetto ai paesi sviluppati, tra investimenti pubblici e dimensioni del PIL culturale. Per ogni euro pubblico investito, si generano ventuno euro di investimenti privati.

In questo contesto nasce l'associazione culturale SAI − Società Autori Italiani per contribuire alla concreta apertura di una "vertenza Cultura" che va avviata in sinergia e in stretta collaborazione, ove possibile, con le associazioni di autori, il mondo della ricerca, il mondo scientifico, della formazione, dei saperi, dell'arte, dell'informazione, dell'associazionismo, del lavoro e sindacale.

La questione culturale va affrontata e risolta poiché investe l'intero impianto del rapporto tra società civile e società politica, riguarda le questioni di fondo della libertà, dei diritti civili, della democrazia, dell'attuazione della Costituzione, dell'accesso di tutti i cittadini ai beni supremi della Nazione, della crescita culturale ed umana delle persone, di una rivincita del solidarismo contro l'iniquità del darwinismo sociale.

Passa per questa via il rinnovamento e la moralizzazione della politica. Passa per questa via la rinascita di un universale senso di appartenenza nazionale e civile e un rinnovato patto storico tra il popolo sovrano e le sue Istituzioni.

Noi dunque scendiamo in campo per l'attuazione piena dell'Art. 9 della Costituzione, per difendere tutti i settori della produzione culturale, per porre mano, ancora una volta, all'"opera grande" della partecipazione, della solidarietà, della democrazia, della condivisione: per il valore dell'inclusione.

Ci proponiamo, prima di tutto, di dar voce e visibilità al variegato e imponente mondo degli autori e dei creativi, non adeguatamente rappresentato dalla politica e dall'associazionismo tradizionale: scrittori, poeti, sceneggiatori, autori della Tv, del cinema, del web e della carta stampata, autori musicali, del teatro e della danza, editor, videomakers


Chiediamo perciò di

1 - Porre fine ai tagli alle spese e ai contributi pubblici per la cultura e modificare radicalmente IL RAPPORTO TRA SPESA PER LA CULTURA E PIL, che è il più basso d'Europa, portandolo almeno al livello dei Paesi più avanzati dell'Unione.

2 - Combattere con determinazione la grande evasione fiscale, le speculazioni finanziarie tassando le transazioni internazionali, le malversazioni, la corruzione e gli sprechi, e con queste risorse investire di più e meglio, grazie a profonde riforme e a mutamenti sostanziali, nella Scuola Pubblica, l'Università, la Ricerca, il Cinema, la Musica, il Teatro, la Letteratura, la Televisione, l'Editoria e il Web; per proteggere e sostenere il lavoro, la creatività, il talento e il genio italiani; per promuovere la cultura diffusa e la ricerca di eccellenza, per garantire la pari dignità sociale di tutti i cittadini; scovare soprattutto e riportare in Italia i miliardi di euro imboscati in Svizzera e nei paradisi fiscali; obbligare le banche, che ricevono dalla BCE ad interessi vicini allo zero, e in certi momenti perfino senza interessi, a finanziare a tasso analogo o appena superiore tutte le attività socio culturali dello Stato delle Regioni e degli Enti Locali.

3 - Correggere, ampliare e sviluppare una legislazione che favorisca investimenti privati e una sinergia pubblico/privato nei settori della cultura dell'arte e della comunicazione;

4 - Valorizzare il lavoro culturale, cominciando anzitutto ad ascoltarlo in modo permanente, con l'obiettivo di realizzare il dettato dell'Articolo 3 della Costituzione, e cioè perché siano "rimossi gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese"; tutti gli strumenti legislativi -dal diritto d'autore a uno statuto dei lavoratori della cultura- vanno ripensati con l'obiettivo di dare valore al lavoro culturale.

5 - Costituire un sistema di stabili relazioni, una sorta di tavolo di regia tra il Ministero dei beni culturali e ambientali, il Ministero del lavoro e il Ministero per lo sviluppo economico, finalizzato alla costruzione di un grande piano per l'intero settore: un settore produttivo, che abbia però nel finanziamento pubblico la base del suo sviluppo e la garanzia dei valori della ricerca, della sperimentazione, della continuità produttiva, dell'inserimento dei giovani nelle professioni tecniche, artistiche, culturali.

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La nuova Società degli Autori Italiani inizierà la sua attività promuovendo una grande campagna di ascolto degli autori e delle autrici italiane, sulla cui base realizzare un rapporto permanente sulla condizione del lavoro degli autori nel nostro Paese e elaborare le proposte di legge necessarie per cambiare le cose.

Ci proponiamo nel nostro statuto e nel nostro programma, non avendo finalità di lucro, di svolgere le seguenti attività:

  • promuovere e tutelare i diritti degli iscritti e di tutti gli autori italiani;
  • promuovere in ogni sede lo studio, la divulgazione, l'approfondimento e lo sviluppo della cultura italiana;
  • promuovere la tutela e la difesa della libertà e dell'autonomia creative, della libertà di opinione e di espressione;
  • promuovere la tutela e l'allargamento del diritto d'autore in tutte le sedi, attraverso l'azione politica, sindacale, legale;
  • promuovere l'approvazione di strumenti legislativi di tutela e di promozione dell'eccezione culturale e in particolare della produzione culturale italiana;
  • coordinare ed organizzare eventi e rassegne inerenti la cultura italiana;
  • curare, promuovere ed organizzare la pubblicazione e la divulgazione di opere della e riguardanti la cultura italiana;
  • coordinare ed organizzare eventi e rassegne in merito ai rapporti tra la cultura italiana e fenomeni o movimenti culturali esteri ed internazionali;
  • interessare gli ambienti politici, economici, sociali e culturali alle problematiche ed alle esigenze della cultura italiana.

Aprile 2017

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