Speciale Mario Lunetta

Mario Lunetta e le Edizioni

Le Impronte degli Uccelli

di Vilma Costantini

Nella mole di opere pubblicate da Mario Lunetta vanno inseriti i brevi testi in prosa usciti dalla piccola casa editrice Le Impronte degli Uccelli, da lui sostenuta con entusiasmo fin dalle origini. Sono tre i volumetti che fanno parte del catalogo, momentaneamente in stand-by, che include tra gli autori Predrag Matveevic', Walter Pedullà, Francesco Muzzioli, Bianca Menna, Luca Maria Patella e molti altri.

Quando gli prospettai la mia intenzione di realizzare un sogno antico, quello di portare nella nostra editoria l'esperienza millenaria della cultura libraria cinese, con la quale avevo un lungo rapporto, e di introdurre la legatura del libro xilografico, con una cucitura artigianale esterna, tecnica che presuppone di legare insieme non più di una cinquantina di pagine, Mario volle subito propormi un romanzo breve, o racconto lungo, Penalty, una ironica interpretazione del genere noir, a cui è dedicata tanta parte della sua narrativa, ma affidata a un'insolita "manipolazione linguistica", come scrive nell'introduzione Giuseppe Neri, una rivisitazione originale del linguaggio dei fumetti, da Dylan Dog a Corto Maltese.

Essenziale è stato fin dall'inizio il contributo degli artisti Paolo Ferri, Tomaso Binga, Luca M. Patella,Silvana Leonardi, Rosa Foschi, Domenico Gentile, Claudia Minozzi, Lamberto Pignotti, che hanno bene interpretato l'idea fondante della casa editrice, quella di presentare alcune copie di ciascun libro pubblicato con una copertina eseguita a mano in copia unica. In particolare Paolo Ferri, autore anche del logo della casa editrice, ha dato il maggior numero di copertine, con i suoi muri- calco, tratti da casuali ritrovamenti, interpretando, o addirittura suggerendo l'idea editoriale che determina la scelta dei testi, volutamente "marginali" rispetto alla produzione complessiva di ogni singolo autore. Marginali, ma non per questo meno originali e significativi, come questo "romanzetto" di Mario Lunetta, accompagnato da splendide copertine in rilievo di Ferri, costruite con intonaco grigio o rossastro, e degli altri suoi due testi, La mela avvelenata e Prigioniero politico! .

Il primo è costituito da cinque piccoli dialoghi - Dialoghetti blasfemi ne è il sottotitolo - in cui i simboli del potere religioso terreno dialogano con le fonti stesse della religione, Dio, Gesù, Satana. Scritto nel 2000, anno del giubileo indetto da Giovanni Paolo II, con l'invadente presenza a Roma di milioni di papa boys, giunti da tutto il mondo per glorificare il pontificato del papa polacco, tra le ola e le adunate oceaniche di Tor Vergata, Lunetta non nasconde il fastidio per l'overdose di "idolatria mediatica" nei confronti di "un papato retrogrado e insieme aggressivamentepubblicitario", come scrive nella Premessa l'autore. Altrettanto "blasfema" è la copertina-collage di Silvana Leonardi, tratta dal quadro di Max Ernst, in cui l'artista surrealista propone una non comune Vergine che sculaccia il Figlio di Dio, con un gesto perfettamente normale per una madre comune. Dalla finestrella in cui appaiono tre testimoni, tra i quali l'artista stesso, Silvana Leonardi inserisce il volto barbuto e sornione di Mario, insieme al proprio e a quello di Giordano Bruno, protagonista di uno dei dialoghetti.

Nel più recente dei tre, l'opera teatrale Prigioniero politico! Farsa napoleonica in un atto e due quadri, scritta nel 2005, andata in scena a Torino nel 2006 e pubblicata nel 2009, è "l'allegoria del potere politico, ove quest'ultimo si identifichi in un singolo individuo", che se serve per il "proprio interesse privato...arricchimento progressivo, profitti incalcolabili realizzati mediante la distorsione sistematica delle leggi e comportamenti indegni di un paese civile", scrive l'autore nella presentazione. Il personaggio è ovviamente Silver Buscòn, che si autocondanna agli arresti domiciliari per tre mesi nella sua sfarzosa villa di novanta stanze sotto la sorveglianza della moglie, dichiarandosi prigioniero politico di se stesso ( ma con uno sconto di pena di otto settimane).

La copertina del libro è opera dello stesso Mario, che ha ceduto al richiamo della sua vena artistica, sopita e nascosta sotto una produzione letteraria prevalente, che qui si riaffaccia in un divertente inserto su una facciata dorata di un lacerto di frontespizio scarabocchiato a colori pastello.

La collaborazione di Mario con la casa editrice non si è limitata alla pubblicazione delle sue opere. Negli anni ha collaborato con interventi in antologie e prefazioni per altri autori, materiali che vanno ulteriormente ad arricchire un lavoro incredibilmente vasto e costante nel corso della sua vita proficua. Lascia certamente un vuoto, a cui sarà difficile abituarsi.