Le parole fra noi

Per l'anniversario della Rivoluzione d'Ottobre

MALE!

di Gianni Toti

Kuzma Petrov-Vodkin, Fantasy, 1925 . Oil on canvas, 50 x 64.5 cm. State Russian Museum, St. Petersburg.

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POESIVOLUZIONARI! più non volitano
poetelegrammi o versitronìe
Maiak! all'uomo terminabile ora
interminale ma già terminato -
arriva tutto al porto delle tempie

fattografie! non più
fatti neppure solo procedimenti
o processi se tu vuoi dire meglio
alle processionarie elettrironiche
ireniche ri-bellificanti perché no

e non più né meno
frusciano bandiere di seta
o cotonina dipinta sulla fronte
del secolo irrivelazionario
(piuccheottantatreenne ormai è Ottobre)

non i bolscìachi più -
la "bolsce vita" era a Sai-go-òn
solo al'insegna di un ristorattore
per intristrìtigiorpornottalisti
nei night di hotel ex-francesi ex-tutto

e non più tu - Maiak! -
"faro" di guardia e guardia di quel "faro"
ogni giorno ti sloghi il polso volso
con slogan komsomoltitudinari
contro le neocrazìe segrete ma non troppo

i sacchi dei cosacchi non meno
di più saccheggiano menti
facili a fasmagorìe -
ogni sera "incatenati alle pellìcciole"
di visione noi siamo dissognati...

né i din-don di nemici speroni
né il tontotintinnío delle teiere:
fra i denti del pettine radi capelli
strappicchiati ma con indolenza
pettine - dicevi - della storia

non più quelle metafore non più
ai sensori trasportano oltresensi
"le ore sono nostre" però gli orologi
dell'epoca "altrui"- e dentro
le loro nuche si satelletermina

sotto le croàte nessuno
più nasconde la gola e si salva -
sventolano ormai camicie tessute d'aria
non si sa più che cosa denudare
coi fiorellini nei fiorifizi

ah lo stellame delle baionette
stellarminate di zoocialitudine!
solo i ladri e i poeti camminavano
di notte ma la notte
non c'è più: pornottiamo

e si è ricucito il frac-chiume
punto per punto virgola per virgola -
tornate sono ormai le Sconosciute
così conosciute e ri-conosciute
nelle nebbie reìnnamormorate

ottobre è solo un mese -
novembre poi - fa già freddo d'estate
le cicatrici alle nuvole - vedi -
sono già invivisibili - le elicotroniche
sanno mólcere - e non ci sono più

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nubighiamo anche adesso - si capisce
strappando cirri e ciglia -
con stivali nevosi gli inverni
arrivano ancora e le estati
friggono il bronzo delle schiene

sono finiti gli anni-guida insomma
e i giorni poetidianisferragostano
e non entrano ormai più di corsa
inciampando nelle scale di carta
sui gradini scritti dalle poetignotizie

adesso allineano robot-killer
e gli inammíssili però missìbili -
i ragazzi prendono ancora le botte
dai politiciziotti e i poetiziotti anche
raccontano il già raccontato

è la ripoetizione - e ripoetenti
siamo tutti rimandati a ottobre
quale ottobre? novem/brevemente
combíno ancora tronconi asemantici
per non disdirmi l'indicibil'io

anch'io butterei giù
metà della mia patria per ripulire l'altra
e alle stazioni dei progett-in-versi
scendo e risalgo anche immobile viaggio
sotto gli scudi inutili delle pensatiline

poetibolare è il mio ceffo
ma ripoeto: con mixer-erre-RAI
anche tu i quattro soldi mixerabili
per la ricerca di una lingua
più acuta della silenziotronìa

incomprendibile io resto e silenzio
dalle antologie espulso (quasi) sempre
qualche volta mi invitano al festinoval
dei pubblici che inghiottono versi
scanzon-sgannate carramellifluenti

l'albero dorsale si è curvato un po' ma l'anima-di-amante
è ancora dritta se pure è più flessile
e l'infelicità incalza al Circo Minimo
nelle Basiliche del Consenzio

però scrivo scrivìvoscriverso

e non cedo neppure di un milionanìmetro -
forse è questo che conta
anche se fututo il futuro
sembra - Maiak - non tradirò il mandato
e il luccichìo della "piccola-pelle"

il cuore del telematografo

i liligrammi e Lili Brik-à-brac
filmo e guardo e vivìdeo
poemormorando e poemormorendo
a lungo consegnandoti così
in quest'ultima istanteternànea