Speciale 25° PREMIO FERONIA - CITTA' DI FIANO

Saggistica

Luigi Matt

di Giorgio Patrizi

E' confortante immergersi nei saggi di Luigi Matt. Per tanti motivi, prospettive, umori. E' un prezioso compagno di viaggio, che ti aiuta ad attraversare le strade più impervie e malfamate delle lettere contemporanee, aiutandoti a ritrovare i percorsi, le direzioni, individuando le strade giuste e quelle sbagliate, sentieri che non portano a nulla e percorsi che aprono universi. Da anni Luigi Matt svolge un ruolo prezioso negli studi della letteratura italiana. E' uno studioso, lettore e analista di testi, di rigorosa, inesorabile precisione. Ha frequentato, con la stessa acribia , testi della tradizione cinque e seicentesca, con particolare attenzione ai testi del Marino: è il genere dell'epistolografia, ottimo banco di prova della sinergia tra strumenti analitici e ricostruzione storica. Ma anche testi della tradizione degli irregolari tra ottocento e novecento, dai tardo-scapigliati agli sperimentalisti vari, alle derive di fine millennio.

E il suo modo di incontrare il testo, dirimendone complessità e stratigrafie iuxta propria principia diventa subito una importante occasione metacritica, non rinunciando mai Matt a riconoscere dietro il dato storico e il motivo della cronaca, un disegno più generale in cui sia individuabile lo spirito dei tempi, l'astuzia o la miseria della storia. Tanto per fare un esempio, il suo intervento a proposito del premio Strega, è esemplare per la capacità di coniugare l'analisi testuale che mette in luce caratteri linguistici e stilistici e il panorama complessivo in cui le prove individuali si collocano, fino a divenire testimonianze di una più generale temperie culturale. Il quadro che così si disegna è sempre uno scenario complesso, mai pacificato, dove un'idea della letteratura come conoscenza e relazione, strutturata nella ferrea organizzazione della lingua, si afferma nella scoperta della pratica di ricercatori di forme nuove, nella opposizione alle logiche solipsistiche dell'esibizione di una scrittura intransitiva e narcisistica.

Questo occhio attento e severo che scruta l'orizzonte per cercare strade opportune e individuare passaggi letali, è proprio l'occhio del saggista che ci augureremmo di trovare sempre al nostro fianco, ora che la militanza è diventata lavoro di pochi e il rifiuto del facile e del falso appare come una pratica ingrata e impervia. Grazie all'impegno di Matt che ricorda ai troppi che l'hanno dimenticato, l'assunto di Benjamin secondo cui la giusta pratica estetica è anche la giusta pratica politica.