LE PAROLE FRA NOI

Una raccolta poetica di Davide Cortese

LETTERE DA ELDORADO

di Fernando Della Posta

"Se i poeti facessero sciopero, forse all'inizio non se ne accorgerebbe nessuno, ma se la poesia finisse per andarsene dal mondo, non sopravvivremmo", dichiarò qualche tempo fa, in un'intervista, Chandra Livia Candiani, poeta che ammiro particolarmente per il suo modo prezioso di fare poesia, per la gente.
Una delle sue ultime grandi missioni è stata quella di portare i versi sui banchi di scuola per i bambini della periferia milanese, quelli che sicuramente più di altri hanno bisogno di sentire il vigore autentico della parola che resta, in questa stagione dove tutto corre a ritmo di bit, dove l'infanzia è spesso ignorata, violata, nelle periferie nostre e del mondo. E, allora, la poesia aiuta a salvarci dal silenzio dell'indifferenza.
Niente di più appropriato mi viene in mente, leggendo quest'ultima raccolta poetica di Davide Cortese. Immagino il suo Eldorado, una terra incontaminata, selvaggia, florida, dove la poesia emerge rigogliosa in ogni angolo senza chiedere permesso, senza autorizzazioni, senza stonature, senza bocche, facce, firme.
[...]
Dylan Thomas scriveva "La mia poesia è, o dovrebbe essermi, utile per una sola ragione: è il resoconto del mio sforzo individuale per passare dall'oscurità ad una qualche misura di luce".
Chi voglia scorrere queste pagine, sentirà come la ricerca di "una qualche misura di luce" s'impone allo sguardo di Davide Cortese come imperativo, come scelta irrinunciabile, come necessità imprescindibile."
(dalla postfazione di Alessia Fava)

***

Perdere non è un gioco che ami.
Con un solo sguardo corrucciato
tu pieghi la sera al tuo volere.
Prendi per la nuca la luce
e la baci con labbra erette.
Nelle vene ti scorre un sole
segreto nell'impero del buio.
Tu lo dici il tuo astro d'enigma
quando mi soffi sul viso una parola.
E sorridi con una tenerezza tua
allentando la presa del dolore.

*

Adesso ho il passo stanco di chi al crepuscolo
tornava lento dalle cave di pietra pomice
cedendo alla sera lo stupefatto candore
della bianca montagna ferita.
Capelli impolverati hanno i pensieri
e dolorante di colpa è la vertebra
di chi ha portato addosso la luna.

*

Indosso uno dei miei bizzarri cappelli
per andare a cena con me.
Accendo quel che rimane di una candela
e mi parlo ancora di te.
Pago io il conto che non esiste
impedendo di farlo pagare a me.
Non ha mai avuto volto né nome
l'oste che mi ha chiesto di te.
Non c'è nessuno al mio tavolo
eccetto tutta l'assenza di te.

*

La mia pelle è in ascolto.
Le mie dita origliano il tuo volto.
Ascoltano, i miei occhi:
ciò che sul frutto dice il colore,
ciò che di te dice la luce.
Sento. Sento di te l'universo
e che anche tu mi ascolti.
Poi mi faccio conchiglia.
E tu ti fai conchiglia.

*

Vista, tatto, gusto, olfatto, udito, poesia.
Asia, Africa, Europa, America, Oceania, Poesia.
Primavera, estate, autunno, inverno, poesia.
Nord, est, sud, ovest, poesia.
Aria, acqua, terra, fuoco, poesia.

*

Risveglio

Una mattina mi son svegliato
e non c'era più nulla da temere.
Una mattina mi son svegliato
e potevo essere semplicemente chi ero,
senza che nessuno mi negasse il suo sorriso,
senza essere percosso e offeso,
né maltrattato, né deriso, né ucciso
per ciò che ero senza averlo deciso.
Una mattina mi son svegliato
ed ero fiero di essere chi ero.
Ero nero senza apparire diverso,
ero gay senza apparire perverso,
ero ebreo, musulmano, senza aver perso
la gioia di essere ospite dell'universo.
Una mattina mi son svegliato
e per tutti ero semplicemente un uomo.
E per ciò che io ero: umano,
non c'era affatto da chiedere perdono.

***

Davide Cortese è nato a Lipari nel 1974 e vive a Roma. Si è laureato in Lettere moderne all'università degli studi di Messina. Nel 1998 ha pubblicato la sua prima silloge, titolata "ES" (Edas, Messina), alla quale sono seguite le sillogi: "Babylon Guest House" (Libroitaliano, Ragusa, 2004), "Storie del bimbo ciliegia" (un'autoproduzione del 2008), "Anuda" (Aletti Editore, Roma, 2011. In versione e-book per LaRecherche.it nel 2014), "Ossario" (Arduino Sacco Editore, Roma, 2012) e "Madreperla" (Lietocolle, Falloppio, 2013). Le sue poesie nel 2004 sono state protagoniste del "Poetry Arcade" di Post Alley, a Seattle. Davide Cortese ha recentemente ricevuto in Campidoglio il Premio Internazionale "Don Luigi Di Liegro" per la Poesia ed è anche autore di due raccolte di racconti, di un romanzo e di un cortometraggio.

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