Le parole fra noi

LE TERRE LONTANE

di Piero Sanavio

amargo:

Me parece que hemos perdido el camino.


Vedeva il vento sull'acqua, il sole sulle onde oltre la punta della Dogana. Nell'inserto del New York Herald, edizione di Parigi, l'immagine delle guglie di Notre Dame risvegliava nostalgie - gli ippocastani e i grandi viali, le ombre di parc Monceau, il padiglione Deutch-de-la-Mer dove aveva conosciuto una svedese, Bertilla Qualcosa.

Lo Herald arrivava a Venezia verso mezzodì ed era sempre con emozione che lo sfilava dalla fascetta di carta da pacchi. Le nostalgie di Parigi si mescolavano a immagini di New York dove ancora non era stato, le inventava come alzasse una quinta su questa Venezia primaverile. Era il rosa dello skyline sulla copertina di Manhattan Transfer che teneva sul comodino.

Primavera a Parigi era il tepore del sole, il freddo improvviso passando nell' ombra degli edifici, l'odore degli ippocastani. Era anche il profumo dei croissant in una parte della città che più di ogni altra gli apparteneva, segreta - l' infanzia, la pasticceria sull'angolo di rue du Louvre con la piazza dello stesso nome, poi un café oltre il fiume, oltre St. Germain, verso i grandi magazzini, carrefour de la Croix-rouge.

Non portò mai Bertilla né nessun'altra donna, in quei luoghi.

C'era molta luce a Venezia quella primavera, la colonna di Tòdaro più bianca del sale. Nerio alzò il telefono, scese in calle per un caffè, Melita, sposata da un anno e già separata, aspettava all'imbarcadero. Era una bruna di Trieste, il marito un inglese.

"... Non sono affatto come noi" spiegava. "Bellissima pronuncia e pessimi denti, anche pessimo fiato, e non è che a letto...."

La notte, a un albergo sul Terraglio, Melita scoprì che aveva scordato i documenti.

"Non importa" insisteva Nerio con il proprietario, "cosa importa se c'è il mio?"

L'altro scosse le spalle. "Registrerò solo lei, fingerò che la signora non ci sia. No, non voglio mance e non lo faccio per lei, è che detesto i matrimoni."

Sul ponte, in auto, la mattina dopo, Venezia usciva dall' acqua dietro un fiato di caligo.

"Sei felice?" chiedeva Melita, "sei...?" E, "Dimmi subito un desiderio."

Disse, "Vorrei mettere insieme Parigi e New York."

"Io vorrei non essere nata a Trieste o non esserne mai partita. Dimmi un altro desiderio."

"Vorrei... vorrei che il ponte non finisse e che Venezia stesse sempre lì, di fronte a noi, ma noi non ci arrivassimo mai."

"Io vorrei che mio marito non mi avesse mai fatto fare un figlio."

"Ma non hai un figlio."

"Certo che no, ho abortito." Rise, "Vorrei daccapo avere diciott'anni e mai invecchiare ."