PER LA CRITICA

LA RIVOLUZIONE VOLANTE

di e con Marco Palladini da V. Majakovskij

di m.p.

Adattamento e rielaborazione in veste di fanta-favola teatrale da "Il proletariato volante" di Vladimir Majakovskij, in occasione del centenario della Rivoluzione d'Ottobre

In occasione del centenario della Rivoluzione d'Ottobre ho pensato di fare un mio adattamento e rielaborazione in veste di fanta-favola teatrale in versi del poema "Il proletariato volante" di Vladimir Majakovskij. Un curioso e assai singolare testo del 1925, in cui il poeta russo immagina una sorta di fantapolitico e fantabellico redde rationem terminale tra l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e l'imperialismo 'amerikano'. Con la vittoria delle forze del 'bene socialcomunista' e la proiezione in un futuro utopico di una umanità fantascientifica di personeproletari volanti che si muovono nell'aria e in cielo, liberi come uccelli, evidente metafora della liberazione dalle terrene catene del lavoro e dello sfruttamento capitalistico. Pressoché una fiaba oltremodo ottimista e ingenua che mi è, però, sembrata, fuori di retorica e di nostalgismi al presente implausibili, l'unico modo possibile per ritornare ad evocare (più che celebrare) un cruciale evento storico che comunque un secolo fa aveva sollevato enormi entusiasmi e speranze di massa per una radicale trasformazione del mondo in senso egualitario. Oggi che su quel Novecento ideologico è calato il sipario, quel sogno e bisogno di utopia credo, tuttavia, che forse non sia definitivamente scomparso; di fronte alle macroscopiche contraddizioni e alle nefaste regressioni del tempo attuale esso permane in forme problematiche, liminari, sotterranee, come latenza ideale. Come l'ostinato e contrario ribobolare di una esigenza visionaria che in forme aeree, leggere, neo-futuristiche si rappresenta nella poesia.

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1 - PROLOGO

Al poeta interessa l'anno cruciale, il 1917, ma anche o soprattutto
quello che accadrà tra cento, anzi tra duecento anni...
Sognare, volare... sognare di volare sino al futuro...

Una nuvola di spettri... Marx, il Comunismo e il Comune...
Lenin e l'Imperialismo fase suprema del Capitalismo...
Parassitismo e putrefazione del capitale finanziario e dei monopoli
che sviluppano ovunque la tendenza al dominio, non già alla libertà...
Lo stato usuraio... la critica del riformismo... il rinnegato Kautsky...
L'assalto al cielo e quello al Palazzo d'Inverno...
Trotskji e l'Armata Rossa... lo zar Nicola II, Rasputin,
l'abdicazione e l'eccidio dei Romanov a Ekaterinburg...
la repubblica dei Soviet, la violenza dei bolscevichi...
il comunismo di guerra e la N.E.P. ... la rivoluzione come trauma...
la rivoluzione è un sovvertimento... la rivoluzione è un rivolgimento...
la rivoluzione è un rovesciamento per rimettere in piedi il mondo...
i proletari diventeranno i padroni... né proprietà privata né sfruttamento...
la rivoluzione è un salto sopra l'abisso o nell'abisso? ...
è un movimento verticale, è un balzo di tigre... la fuoriuscita dal capitalismo
è un evento drastico, appunto traumatico, non un evento progressivo...
La rivoluzione è la fine della Storia? .... Il poeta Pasolini 40 anni dopo
la Rivoluzione d'Ottobre (in Le ceneri di Gramsci ) sentenzia
"... Ma io, con il cuore cosciente / di chi soltanto nella storia ha vita /
potrò mai più con pura passione operare, / se so che la nostra storia è finita?" ...
la storia del comunismo e dei comunisti è finita... la religione rossa e stalinista
è stata confutata, abbattuta, distrutta sino al crollo del Muro di Berlino...
La rivoluzione era una malattia... Ora dopo che l'hanno seppellita,
dovrebbe significare che siamo guariti. Eppure a molti (la maggioranza)
sembra di stare anche peggio di prima. Che vuol dire?
Che era meglio essere malati con la Rivoluzione che guariti senza di essa?
Il potere del capitale liquido, casuale, caotico, tremendo si dà
come intreccio e spaesamento, vediamo i singoli alberi,
ma non ci accorgiamo del bosco... del disegno generale...
del sistema globalizzato senza centro e onnipervasivo...
il sogno è un risveglio improbabile, ma possibile
dal sonno della storia che genera i mostri del presente ...

Una storia come fantascienza, fantapolitica, fantapoesia
futura, futuribile, futurista, per sempre sfuturata...