LA NUVOLA DI SMOG

Non la nuvola di Calvino, ma quella che, fotografata dallo spazio, copre mezza Italia e specialmente Torino. Tutta la Padania, insomma. Ma s'è alzato il vento, in qualche regione è piovuto, tutto a posto: non più necessario chiudersi in casa a finestre serrate.

Del resto il buon Chiamparino, Presidente della Regione Piemonte, aveva detto che la misura era esagerata. Poi però aveva aggiunto che l'affare è serio e che bisogna fare qualcosa: qualcosa di coordinato, insomma tutti insieme. Caspita! Siamo alle esortazioni sul fare.

E da quanti anni ci sono le polveri sottili, lo smog, le malattie derivate, il derivato aumento della temperatura...? Ma i pagliacci e gangster che piacciono tanto agli italiani (scusa Arbasino per la citazione), e che governano banche e multinazionali e partiti e regioni e città e stati, esultano perché la produzione di automobili, per esempio in Italia, è cresciuta del 20%. Di automobili a benzina e diesel, si badi, non di quelle elettriche tipo Volvo/Cina, o magari a idrogeno o acqua. Ecco cosa si fa contro la "nuvola di smog" e tutto il resto.

Ma in Italia circola 1 automobile ogni italiano e mezzo (neonati e vegliardi compresi), e questo mese si registra una temperatura media del 7% maggiore della media stagionale usuale, e la scienza ci avverte che se si applicherà l'accordo di Parigi − se si applicherà − alla fine del secolo la temperatura media del pianeta sarà più alta di ora del 3%, se non si farà lo sarà del 7%. Con quali conseguenze? Perché aspettare il 2100 per saperlo? Le sorgenti del Po non sgorgano più (povero Bossi: dove andranno più i leghisti ad attingere l'ampollina?); la Marmolada è un cumulo deserto di rocce e rifiuti della prima guerra mondiale; il lago di Bracciano scende di un metro e mezzo... e al paese abruzzese di mia nonna non nevica più da 30 anni.

Ma loro esultano per l'aumento delle automobili! E questa estate milioni di chilowatt elettrici prodotti bruciando petrolio hanno fatto girare milioni di italici condizionatori dando il loro sostanziale apporto alla spesa nazionale per l'oro nero e alla crescita della temperatura e dell'inquinamento; e milioni di caldaie a gasolio − produttrici, insieme alle automobili e alle fabbriche sporche e assassine, dello smog eterno e del riscaldamento globale − ripartiranno nei palazzi e nelle case di Torino e Milano e Roma e Bologna e di ogni città. Ma centrali come quella di Vienna (pulita, non inquinante e perfino architettonicamente bellissima), che adopera la monnezza per scaldare mezza città, centrali come quella manco pa a capa!

Avete notizia che nella legge di stabilità e nella finanziaria ci sia una svolta salutare e salutista, o come dicono certi sinistri figuri, verso un'economia ecologica?

Svuotate gli arsenali, riempite i granai! Chiedevano i vecchi socialisti e ripeteva Pertini. Noi, più modestamente, chiediamo: non automobili ma attrezzature strumenti e strutture (e ovviamente personale) per curare quegli 11 milioni e mezzo di italiani che non si curano più; non petrolio ma energie alternative ed ecologiche; non più palazzi e case e terze case che inzeppano di cemento ogni metro quadrato del nostro territorio (servirebbe anche per questo una foto dallo spazio del comandante Nespoli) − mentre centinaia di migliaia di italiani restano senza casa, e mentre coi soldi nostri si "sanano" gli scoperti bancari dei palazzinari − ma recupero e riuso dell'enorme patrimonio che c'è e risanamento del sistema idrico da cui si perde il 65% dell'acqua; non più soldi a pioggia e appalti fasulli ma recupero e risanamento − anche nel senso di una nuova struttura "ecosostenibile" dei servizi − delle periferie e dei centri storici piccoli e grandi, interventi massicci per il risanamento e la salvaguardia del sistema idrogeologico nazionale, per il patrimonio boschivo, per i parchi naturali e archeologici, per la scuola e l'università, per la ricerca e la cultura.

E i soldi?... (già la sento la domanda truffaldina...). Dove li trovi i soldi col debito pubblico e l'Europa e tutto il resto?... A parte il fatto che per molte di queste cose non servono investimenti ma bastano incentivi..., a parte questo I SOLDI CI SONO! Li avete trovati per le banche e i palazzinari insolventi, trovateli anche per un programma sociale alternativo. Parlate di recupero dell'evasione: bene!... Cioè benino, perché si tratta ancora di poco. E le centinaia di miliardi imboscati nei paradisi fiscali anche molto vicini (Marchionne, l'ospite dei meeting governativi italo−germanici sta in Luxemburgo, mi dicono, e quindi da noi le tasse non le paga... E quelli della lista di Panama? E quelli che i milioni ce li hanno a San Marino? e in Svizzera? e in Vaticano?) quando li prendete? E un'imposta sulla rendita alla ex ministra che possiede 25 ville (faccio solo un esempio) perché non la esigete? E quello che va via dalla TIM (anche qui solo un esempio) con una pensione (non parliamo della liquidazione) calcolata su uno stipendio percepito di 27.000 € l'ora? (avete letto bene: l'ora!)?

Ma codesta che tu dici l'è una rivoluzione!... (la sentite la stridula voce?)... No, cari gangster pagliacci: sarebbe solo buon governo, in attuazione della Costituzione.

Insieme alla liberazione dello Stato − quello centrale e quello "autonomo" − dal malaffare e dalla criminalità, naturalmente! Questa sì la rivoluzione di Falcone e Borsellino!

Ma temo assai che la nuvola di smog sia proprio quella gran metafora di Calvino: "la nuvola che mi circondava in ogni ora, la nuvola che abitavo e che m'abitava, e sapevo che di tutto il mondo variegato che m'era intorno solo quella m'importava". Solo che qui, adesso, in questa Itaglia senza più storia né memoria, non si tratta più della condizione individuale dell'essere sociale, ma di tutto lo stato. Della politica, della società, della cultura. Una nuvola nella quale viene avvolta e nascosta la grande menzogna sullo stato di cose presente. E la perpetuazione del potere dei tycoon e dei loro servi arlecchini.