Cultura e Diritti - Cultura e Società

                               (da SECOLO XIX - 18/9/2017)

INTERVISTA A ROBERTO VACCA

di Corrado Giustiniani

Il primo libro lo scrisse a 13 anni. Si chiamava "Medicina popolare spezzina", e illustrava le terapie contro i mali più comuni, (come i vermi nell'intestino dei bambini e la "crava", un malessere con dolori e sudorazione che verrebbe a chi mangia fichi e uva) carpite agli anziani durante la sua adolescenza trascorsa in Liguria. 90 anni compiuti alla fine di maggio, ma gliene dai venti di meno. Romano, ingegnere, divulgatore scientifico, professore universitario, matematico, saggista e scrittore, da allora di libri Roberto Vacca ne ha scritti altri 45, e sta ultimando il quarantasettesimo. Se gli si dice che il suo testo più famoso è "Il Medio Evo prossimo venturo", manca poco che se la prenda: "Ne ho scritti almeno due che sono andati anche meglio: "Come imparare più cose e vivere meglio" e "Anche tu matematico", che ha avuto 30 edizioni".

Di cosa parla la sua ultima creatura, professore?

"E' un libro di fantastoria, ambientato nel '500. Un giorno Niccolò Machiavelli incontra Leonardo da Vinci e Cesare Borgia e li investe con uno "Sveglia, ragazzi! Lo sapete o no che è stata scoperta l'America? Dobbiamo andare là, l'Italia è il passato". Detto fatto: nell'anno 1503 partirono sei galeoni con i migliori italiani a bordo, per andare a fondare la Repubblica italiana d'America, uno Stato felice, senza schiavitù e fatto di popolazione meticcia, perché gli italiani si unirono ai Lenape, la popolazione indiana di Manhattan".

Ma quando potremo leggerlo?

"Mi è venuto in inglese, adesso devo tradurlo in Italiano".

E l'Italia di oggi, come la vede?

"Male, molto male. Per almeno due motivi. I paesi prosperi sono quelli in cui le imprese private investono in Ricerca e Sviluppo almeno il doppio di quanto faccia il sistema pubblico. E invece in Italia investimenti pubblici e privati in ricerca sono pari. Perché? Semplice, perché i nostri imprenditori sono ignoranti. Secondo, a proposito di ignoranza, nei paesi prosperi l'educazione terziaria, e cioè dalla laurea breve in su, è conseguita da oltre il 50 per cento della popolazione. Da noi, invece siamo al 23 per cento. La gente non studia, non legge e scrive anche male. Sono problemi tremendi, di cui parlano in pochi".

Di cos'altro si parla poco?

"Del pericolo atomico. O meglio, lo si attribuisce solo a quel nordcoreano matto, Kim Jong-Un. Ma lui di bombe ne avrà dieci, mentre nel mondo intero vi sono 20 mila armi atomiche, con un potenziale equivalente di quasi 700 chili di alto esplosivo per ogni essere vivente. C'è stata una corsa al riarmo, dei russi e degli americani, prima con Obama e ora con Trump. E da chi è gestito tutto questo esplosivo? Da sistemi automatici, grandi sistemi computerizzati che, come sappiamo, sono fallibili. Le armi atomiche vanno smantellate tutte, non c'è alternativa".

Il futuro è incerto anche a causa del riscaldamento globale del pianeta

"Ma quello non dipende da noi, dipende da cause astronomiche. Ogni 100 mila anni si compie un ciclo completo, dall'era glaciale all'inter-glaciale, in cui siamo adesso. Poi c'è un ciclo più piccolo, di circa mille anni. La Groenlandia, quando venne conquistata dai norvegesi era tutta una prateria: groen in norvegese, vuol dire verde. Poi s'è glacializzata e adesso i ghiacci si stanno risciogliendo".

Ma come: il pericolo non viene dall'anidride carbonica che immettiamo sull'atmosfera? E l'accordo di Parigi, e le spallucce di Trump, e la battaglia di Al Gore?

"Una volta tanto, e per sbaglio visto che è un decerebrato, Trump dice la cosa giusta. L'anidride carbonica prodotta dall'uomo ha un'importanza minima. Il problema è astronomico: varia l'eccentricità dell'ellisse che l'orbita terrestre descrive attorno al sole; c'è la precessione degli equinozi e oscilla l'asse attorno al quale l'asse terrestre descrive un cono. Più influente è il CO2 liberato insieme a metano da grandi giacimenti paludosi proprio per effetto dell'aumento di temperatura. Gli accordi di Parigi? Sballati. Bisogna leggere i libri di Freeman Dyson per rendersene conto".

Internet?

"Una ricchezza gigantesca, che viene usata male - da persone che non hanno imparato criteri di giudizio per valutare la qualità del materiale che trovano: è un misto di ottimi testi avanzati e di informazioni rilevanti e anche di roba improvvisata, travisata, falsa E qui il problema non è solo italiano, ma internazionale".

Ma dietro l'angolo, si vede un po' di giustizia sociale?

"Nemmeno per sogno. E qui è l'economista francese Thomas Piketty a dircelo. Negli ultimi 30-40 anni sono cresciute enormemente le differenze di ricchezza finanziaria e patrimoniale tra le persone. E in più, da qualche parte si sente odore di dittatura".

Insomma, stiamo messi male?

"Si - e la strada della salvezza è lo studio. Anche i mass media parlano troppo di cucina, moda, pettegolezzi, aneddoti e piccole cose volgari. Il mondo è grande e vario: conoscerlo bene ci aiuta a vivere e a produrre, ci racconta storie affascinanti, ci fa essere homo sapiens invece che animali."