In Prosa e in Versi - Le Parole fra noi

IL CORPO UMANO

di Bruno Conte


Ovvero il corpo dell'umanità, che nell'anno ... ha composto la moltitudine in un unico blocco, da alto normale a basso dormale, tutto interno: capo compatto centrale dilagante nella pancia diffusa che gradualmente si trasforma in un circolare piede di piedi. La testa comanda, dopo tanti calcoli di strategia che la biotecnica ha coordinato in un gomitolo che alimenta se stesso diramando i suoi impulsi lateral mente, verso l'intorno che nella sua estensione li traduce e invia oltre. Nei piedi si addensa la massa più semplice, tuttavia appagata del proprio essere, pronta a ridere sulla sollecitazione dell'eco di una risata.

disegno di Manta

Ovvero il corpo dell'umanità, che nell'anno ... ha composto la moltitudine in un unico blocco, da alto normale a basso dormale, tutto interno: capo compatto centrale dilagante nella pancia diffusa che gradualmente si trasforma in un circolare piede di piedi. La testa comanda, dopo tanti calcoli di strategia che la biotecnica ha coordinato in un gomitolo che alimenta se stesso diramando i suoi impulsi lateral mente, verso l'intorno che nella sua estensione li traduce e invia oltre. Nei piedi si addensa la massa più semplice, tuttavia appagata del proprio essere, pronta a ridere sulla sollecitazione dell'eco di una risata.

Non ci sono rivoluzioni in questo corpo, che si è assuefatto alla propria consistenza, che ha capito la chiave di essere, ha capito che ognuno può essere, senza ripicche, una cellula del corpo, dato che uno può essere in fondo, ma non molto in fondo, l'altro. In quanto è anche divenuto possibile un trasferimento dall'uno all'altro. La memoria, il modo di pensare e l'esperienza di fare, ciò che definisce nell'individuo la sensazione di essere se stesso, può all'occorrenza trasferirsi a un consimile, a un parente, a un prescelto adatto. Questi, se accetta, dispone quindi di una doppia vita, alternativamente interpretabile. Ecco, mi ritrovo, sono ancora io, che passo per questo viale del ricordo, a occhi socchiusi, a occhi chiusi.

La vita può durare molto, materialmente, dati i miracolosi progressi nella complicità microgenetica, ma infine non se ne sente necessità: il film si ripete: sono arrivato qui.

La moltitudine, per quanto il complessivo corpo sia obeso, si mantiene costante. Anche se virtualmente molteplice negli abitanti scomparsi. Uno non può comunque essere più di uno, per un tratto di tempo, permanendo un archivio fossale comune degli esseri ( avrebbero detto anticamente delle anime). Non si è mai finiti se si vuole, si può essere riesumati e impersonati. E' senza spazio questa fossa enorme, (come senza spazio, tanto per fare un esempio, sono le idee). Capita talvolta, quando ci si appresta ad averne contatto per guidata apprensione, di avvertire un arcaico tanfo di fogna.

Ci sono delitti, effrazioni, in questo corpo? Certamente, fanno parte della natura del vivente. Le autorità individuano i colpevoli e li moderano attutendo, sempre per corrispondenza, i loro istinti, spegnendo, sterilizzando i loro sensi del godere, (si può godere, nei programmati tempi di conquista di massa, come una frenetica mosca) fino a estinguere, nei reati più gravi, la vita del colpevole. Il quale comunque, nell'alternativa a uno scialbo esistere, non oppone resistenza e si affida di buon grado al pur non definitivo sonno offerto dal sistema governativo, se non interviene personalmente in modo casuale distruttivo all'eliminazione del proprio corpo dal corpo comune. In questo caso l'azione produce un lavoro ulteriore per la nettezza urbana che deve intercettare la spoglia e aggiungerla ai depositi per la polverizzazione controllata. Si parlava una volta di trasferire le polveri sottili entro il suolo lunare ma il programma si è rivelato ancora troppo oneroso.

C'è da dire tuttavia che in generale il mancare, sia reciso che indotto conservativo, non presenta alcuna angoscia, avendo la coscienza assorbito la sensazione di essere un punto ambiguo dell'insieme. Essere se stessi, ma essere anche se stessi appena accanto, intorno. Uno slogan proverbiale dice: aveva paura di essere staccata, in un albero, una foglia tra le foglie?

Nessuno poi è indispensabile. Anche chi fa parte del centro è sostituito dal procedimento condotto dall'insieme.

Ecco una storia d'amore. Riciclata e portata avanti.

Si entra in un'altra vita, che si è accolta. Si semplifica dicendo: con un particolare colpo di tosse. Per non spiegare l'applicazione di un ulteriore intervento complesso. Altrimenti, a una tosse intrusiva sarebbe problematico passare da essere a essere. Si impersona qualcuno che non c'è più, che era innamorato di un altraltro che non c'è più, a sua volta emergente presente in qualcuno che lo impersona, magari avendolo ripreso dall'archivio fossale. E i due si ritrovano, attraverso i due estranei, con un ribrezzo di attrazione, nella loro vita. Continuano a sentire di vivere, in questo luogo che si rivela nuovo, si incamminano per questo viale alberato, inscatolato tra bianche pareti. Si vogliono abbracciare. Si abbracciano. Fino a un certo punto sembra che si abbraccino. Perché può capitare un difetto di incarnazione. Che cos'è questo strano odore di formaggio?

E' curioso come nel tratto di tempo in cui la persona impersona quella scomparsa, se il tempo si protrae abbastanza, la fisionomia del vivente tenda ad accennare a quella ospitata: un naso si curva, una bocca si serra, un colorito si sbianca.

Altri animali viventi al mondo? In giardini zoologici, poco attraenti anche per bambini: ci sono solo formiche.

Non ci si muove molto nel corpo dell'umanità. Dato che si è sostenuti da un efficace influsso psicomotorio e la stanza può essere vissuta come campo di corsa, con incamerata primavera. Ognuno agli arresti domiciliari, pur nella convinzione di avere finalmente raggiunto il colmo della libertà, accanto al proprio apparecchio, ovvero dentro di esso. Non c'è necessità di muoversi quando ogni avvenimento, reale o virtuale, ti abita. Un film avventuroso si svolge nella circolazione del sangue. Un divertente sogno, di cui uno è stato protagonista (si direbbe nella notte, che ormai è frullata insieme al giorno) viene da questi rivisto in videonirico condividendolo con altri. E' spiritoso, per quanto già visto. Peccato sia interrotto da troppa pubblicità.

Arte d'avanguardia, da prendere come malattia. Per chi è abbastanza facoltoso da assumere l'investimento. Alta quotazione per una Scarlattina, neppure con molta febbre.

Palpita il grande corpo dell'umanità. Hanno occhi rossi e un carattere mongolo gli abitanti della corona del cuore.

Palpita, contro il cielo nero.

Sottovoce si dice: che cos'è più di vita? (Cioè che cos'è più spavaldo all'ultima moda al mondo?)

Più di vita di tutto al mondo è morire (per sempre).