HAI VISTO QUANTI CE N’È,

CHE LEGGONO?

A monte della lettura resta un problema - scrivi e non basta scrivere, non basta produrre la mela. E portare la mela al mercato? Tu hai chi la porta al mercato?. Molto bene - e chi la compra, la mangia? Perché anche ad essere regalata, la mela ha da essere non soltanto appetitosa ma deve incuriosire, non sempre la mela regalata convince.

  • Ci si lamenta perché in Italia non si legge, ma non è vero che non si legge. Non si comprano molti libri ma per leggere, oh se si legge! Si legge ciò che scrivono la signora Casati Modigliani, e Saviano, e Erri de Luca, e De Cataldo, e Simenon, e Elena Ferrante (strepitoso il lancio pubblicitario!) ma anche i trattati di bodybuilding, e Google se si deve fare un compito a scuola, poi i giornali di gossip... E i fumetti, tuttora spopola Corto Maltese, quel Conrad per analfabeti. Si leggono anche le vite dei Santi, religiosi o laici non importa, sono resoconti di successo. Anche i libri sugli scandali politici ma dopo? Dopo nulla se ti aspetti una rivoluzione.

  • Vuoi sapere chi legge? I ferrovieri fuori servizio. Le badanti, le ore morte, aspettando che il badato muoia. I politici (le loro mozioni, i twit del capopartito o l'equivalente, anche le e-mail di casa, "quando torni, mi porti...?"). Il papa. I vescovi. I parroci. I giornalisti (soprattutto leggono se stessi). I farmacisti (leggono tutti il bugiardino e le ricette). Gli ammalati (leggono i responsi medici e le ricette). I medici (leggono la pubblicità dei nuovi farmaci). I banchieri e chiunque giochi in borsa (se non ti tieni al corrente, come fai?). I gestori di pompe funebri (o hanno chi legge per loro alla morgue degli ospedali). I commercianti. I barbieri (il listino delle ultime lozioni per far crescere i capelli). Le parrucchiere (a come sopra aggiungi: le informazioni sulle nuove tinture, le ultime creme antirughe, le creme depilatorie e tutto ciò che riguarda la cura del corpo)... Hai visto quanti ce n'è, che leggono? E ce n'è ancora! Pensa a tutti quelli che leggono le bollette della luce. Una lista infinita.

  • Ma tu, scrittore, vorresti che leggessero ciò che TU scrivi ed è legittimo. Nella prima metà del XIX secolo se ne lamentava anche don Lisander. Beh, questo può essere un problema.

  • Dire "Prova a scrivere come scrivono la signora Casati Modigliani, il dottor De Cataldo, Erri De Luca, Simenon, Elena Ferrante" è un pessimo consiglio perché già lo fanno loro. Anche "Scrivi qualcosa di analogo!" è un pessimo consiglio, lo spazio è già occupato: dai Maigret, Poirot, Marlow... Anche (ahimé!) da Montalbano - una macchietta, più che un personaggio. E allora? Anche inventare un personaggio particolare come un ex maresciallo dei CC., in pensione ma tuttora sulla breccia (quanti telefilm con Manfredi!) è problematico, c'è stato padre Brown del cattolico Chesterton, padre Brown investigatore, più spiritoso, colto e meno dogmatico del povero Manfredi. Dovresti aggiungere qualcosa di più-farne un omosessuale, magari, o un assatanato del sesso, o uno che non riesce a scordare un proprio colpevole fallimento, o uno che desidera ma per la vecchiaia non si può soddisfare, o un vedovo, la moglie uccisa da un balordo, o uno con un figlio in galera e la costante vergogna, il senso di avere sbagliato - una persona ferita, insomma, qualcosa di strettamente personale gli ha messo in crisi le certezze.

  • Maigret le certezze le aveva perché era un fascista, brav'uomo, ma fascista. Marlow era ridicolo, si portava a letto tutte le ragazze ed era un fascista triste, narcisista e triste. E un investigatore cattolico conciliare? Uno che come metodo investigativo avesse la teologia? Probabile che con papa Francesco il cattolicesimo torni di moda - hanno fatto questa scommessa in Germania con la suora investigatrice personaggio di una serie di telefilm.

  • Altra ipotesi -- trasformare la cronaca in romanzo, con qualche invenzione? Tardi, troppo tardi, già lo fanno i giudici, tutti i giudici sono diventati scrittori, è l'evoluzione del todos caballeros. E lo fa Saviano, sempre incazzato il Saviano.

  • 3. A monte della lettura resta un problema - scrivi e non basta scrivere, non basta produrre la mela. E portare la mela al mercato? Tu hai chi la porta al mercato?. Molto bene - e chi la compra, la mangia? Perché anche ad essere regalata, la mela ha da essere non soltanto appetitosa ma deve incuriosire, non sempre la mela regalata convince. Se nessuno prima me ne ha parlato, val la pena che l'assaggi? Pubblicità, occorre pubblicità (vedi Ferrante et C.). O amici che facciano da cassa di risonanza - amici che abbiano un "giro". Non ce l'hai, quel genere di amici? Ti serve un agente, l'agente vende la mela, te la fa incartare bene, ne parla bene, chi l'ha incartata la mette sul mercato. No, non con sconti sul prezzo di copertina ma esaltandone via via: 1 sapore, 2.forma, 3.colore, 4.piacere al tatto, 5.valore snobistico dell'acquisto (per esempio - la mela rossa piace alla regina Elisabetta, piace alla Boldrini, piace a Totti, a Maradona...) Sai chi fece la fortuna in Italia del primo romanzo di Kundera? Renzo Arbore, ne parlò in Quelli della Notte, disse che "L'insopportabile leggerezza ecc." gli era piaciuto. Non tutti possiamo avere un Renzo Arbore, che è spiritoso, e poi è fuori del giro degli ortofrutticoli, sicché credibile. Pazienza.

  • 4. Son cambiati i tempi - una volta bastava il Partito. Einaudi vendeva i libri con l'alibi che era "di sinistra" - quante sue fantasie ascoltai alla casa degli scrittori a Mosca, gli anni della perestroika, il "Giulio" parlava di qualcosa che non era mai esistito e come si irritò, quando lo corressi. Impassibili gli scrittori russi, parevano tutti la mummia di Lenin.

  • La casa editrice Messaggero di sant'Antonio, la cui distribuzione è capillare e in tutto il mondo, pubblicava e distribuiva (e vendeva nelle parrocchie) certi romanzetti in dialetto, sanfedisti, filo piccola-media borghesi, contro il suffragio universale, il modernismo, i liberali-repubblicani-socialisti-comunisti, tutti massoni (alta borghesia fatta eccezione per le signore che andavano in chiesa)- succedeva a cavallo del 21, forse anche dopo. Forse anche prima del 14 perché c'era un romanzetto contro la guerra con l'Austria "paese cattolico". Suppongo fossero cattolici anche quelli che sputavano a Cesare Battisti quando andava al patibolo e lo fossero gli addetti alla forca che gli prolungarono l'agonia, all'impiccagione. Esperti a impiccare, questi austriaci, sangue tedesco.

  • Personaggio chiave dei romanzetti del Messaggero di sant'Antonio era Frick-Frock, un sempliciotto "scarpa grossa e cervello fino." Ricordo un "Frick-Frock imboscà", ce n'ho una copia nella biblioteca, conservatami da mia zia Angèle, "per memoria". Feroce mia zia, si preoccupava, poco prima di morire, delle conseguenze della spartizione della Polonia tra Germania e URSS.

  • Einaudi non pagava nessuno - mi diceva Nanda Pivano. Lo sosteneva anche Giose Rimanelli (Tiro al piccione, fecero anche un film, mi pare), a Minneapolis.

  • Mi ricordava Pivano che negli anni Settanta a non so quale ennesima ristampa di Spoon River, per la cui traduzione non aveva mai ricevuto una lira, aveva chiesto al "Giulio" se poteva darle qualcosa. Pare le mettesse in mano cinquemila lire. Nel 1969, inizio estate, Gombrowicz poco prima di morire mi mostrava l'assegno di Feltrinelli per i suoi libri, lire diecimila. "Che venda davvero così poco?" mi chiese.

  • 5. Domanda - gli editori erano (quasi) tutti sovvenzionati dallo Stato? Rizzoli e Mondadori guadagnavano soprattutto con le riviste? È vero che per loro la carta costava meno? In ogni caso, pagavano sull'unghia, spedivano i resoconti ogni sei mesi, sicuri come la morte. Così anche gli editori tedeschi - pubblicavano libri "difficili", li "promuovevano", pagavano gli autori - inevitabile il ciclo, compro, vendo, pago, faccio tradurre, pago...

  • L'alibi del Partito! il problema, infatti, non era il Partito ma i molti intellettuali che vi gravitavano - ah, i vantaggi del voler "appartenere", "servire"! I grandi scrittori del Novecento, in gran parte, se non fascisti, assai di rado "progressisti" anche quando antifascisti (Valéry, Mallarmé, Gide, Malraux, Montherlant, Dos Passos che diventò anticomunista dopo la Spagna, Orwell, Faulkner, Pound, Céline - anche Hemingway censurato per Per chi Suona la Campana) erano "omologati" quando possibile alla "sinistra" (chissà che sinistra?). Pound, un idiota politico, fascista ma uno dei più grandi poeti del '900, finì accettato non per lo stile ma per i suoi attacchi all'usura. Invece Céline fu trasformato in comunista, ammorbidendone l'antisemitismo (scriveva, tra l'altro, che gli ebrei dovevano tutti essere spediti a combattere in prima linea, così era più facile che finissero ammazzati). Ma in questo caos - o questa ignoranza - non voglio parlare di malafede - che mele si possono portare al mercato?

  • A parte l'incompetenza, l'ignoranza, della grande editoria (anche di quella piccina-picciò, o amico), è l'Italia che occorrerebbe riformare ma tutti dicono che è impossibile. Motivazioni dello scrivere: 1. Soffro quindi scrivo. 2. Sono donna quindi scrivo. 3. Sono stato povero, quindi scrivo. Ma va!

  • 6. Il ruolo della scuola, per incrementare la scrittura? Fino a poco tempo fa esisteva in Italia una comunità letteraria che non c'è più. Che fosse perché ancora si studiavano il greco e il latino? con l'algebra naturalmente, e tutto il resto. Non si studiava tecnica alberghiera, non era una materia di studio ma un lavoro che si imparava sul posto - lavorando. Ma a che serve la scuola contro la violenza dei giornali, la volgarità della TV, la degenerazione del linguaggio?

  • Ho l'impressione che, in questo paese storicamente analfabeta, oltre alla degenerazione dell'editoria, l'ignoranza solleticata dai media e dalla stessa scuola, un grande problema, nella presente evoluzione del capitalismo (chi lo combatte e come, questo capitalismo?) siano gli scrittori.

  • Un mangano per gli scrittori, lo stile.