CULTURA E DIRITTI

Intervista al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti

CREDERE NELLA FORZA DEI LIBRI, DELLA CULTURA, DELLA CREATIVITÀ

di Malacoda

Abbiamo messo in campo tante azioni per sostenere i libri, chi li crea e chi li legge. Una scelta che rivendico con forza, perché l'editoria del Lazio, con 328 case editrici, circa il 17% di quelle nazionali, oltre 1.200 addetti, circa 10.000 titoli per un totale di 9 milioni di copie immesse sul mercato ogni anno, rappresenta oltre che un fondamentale presidio culturale anche una grande risorsa per l'economia.

Ad oggi, 21° "Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore", di fronte ai dati comunicati dall'AIE relativi al 2015 e al primo semestre 2016 (lievissima crescita del fatturato ma ancora lontani dal già scarso 2011; 65.000 libri pubblicati in carta e 63.000 in e book ma penetrazione della lettura del libro al 42% [2010 = 46%]; ancora un libro l'anno per il 46% degli italiani), qual è la sua opinione di statista e di intellettuale sulla cultura in Italia? C'è una crisi culturale nel nostro Paese?

Lo ha spiegato con una bellissima immagine Umberto Eco: "Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita. Chi legge avrà vissuto 5.000 anni. La lettura è un'immortalità all'indietro". È importante sottolineare l'essenzialità della lettura e l'enorme ricchezza che essa può portare nella vita di tutti noi. In un'epoca che consuma immagini, parole, notizie a una velocità incredibile e in cui è diventato difficilissimo persino discernere la veridicità delle informazioni che riceviamo, il ritmo più lento della lettura di un libro consente una visione più profonda e, credo, più utile a interpretare il mondo in cui viviamo e le nostre stesse esistenze. Si pensa alla pratica della lettura, spesso, come a qualcosa di individuale, ma penso al contrario che essa sia una parte fondamentale della vita di una collettività: i libri sono porte attraverso cui vediamo il mondo attorno a noi, stabiliamo legami, capiamo punti di vista diversi dal nostro. Considero quindi il crollo della lettura in Italia come un vero dramma. In primo luogo, perché è lo specchio di un Paese che si impoverisce e sta disperdendo uno dei suoi tratti identitari. In secondo luogo, perché la crisi della lettura genera cittadini meno consapevoli e aperti, quindi con meno strumenti per orientarsi nel mondo e nella vita.

Se è vero che il 38,6% di "dirigenti, imprenditori e liberi professionisti" dichiara di non aver letto alcun libro, e il 25% di laureati non legge alcun libro nel corso dell'anno e solo il 15,3 ne legge uno al mese, come si riflette tale situazione sulla complessiva capacità di progetto e di governo delle nostre classi dirigenti? C'è stato e permane, secondo lei, un distacco e una separazione tra politica e cultura, l'affermazione anche teorica della "politica senza idee"?

Credere nella forza dei libri, della cultura, della creatività significa in primo luogo riconoscere a questo mondo una centralità. La cultura non è un di più superfluo da finanziare se avanzano fondi, ma un elemento centrale nelle politiche pubbliche. La cultura crea lavoro, economie, socialità. Quindi la politica, se vuole essere lungimirante, deve puntare su questa ricchezza, aiutando a emergere le buone idee e le migliori intelligenze, creando luoghi e occasioni culturali. Nel Lazio ci stiamo provando. Abbiamo messo in campo tante azioni per sostenere i libri, chi li crea e chi li legge. Una scelta che rivendico con forza, perché l'editoria del Lazio, con 328 case editrici, circa il 17% di quelle nazionali, oltre 1.200 addetti, circa 10.000 titoli per un totale di 9 milioni di copie immesse sul mercato ogni anno, rappresenta oltre che un fondamentale presidio culturale anche una grande risorsa per l'economia. Per dare ossigeno a questo mondo siamo sempre al fianco dei nostri editori durante le più prestigiose fiere del libro internazionali. Dal Salone del libro di Torino, alla Buchmesse di Francoforte, dove abbiamo portato un "Catalogo delle traduzioni" con oltre cento opere pubblicate di recente da case editrici del Lazio, con sinossi e brani tradotti grazie al sostegno della Regione Lazio. Un'occasione per aprirci al mondo e creare nuove opportunità internazionali per i nostri editori. Siamo sempre in prima fila nel sostegno a una bella realtà come la fiera della piccola e media editoria "Più libri più liberi" di Roma. Per aiutare a diffondere la cultura del libro, abbiamo realizzato il Piano della lettura 2016, un anno di libri con la Regione Lazio, e per il biennio 2016/2017 abbiamo stanziato 1,8 milioni di euro per i musei di archeologia, storia, arte, tradizioni popolari, scienza e natura, per le biblioteche e gli archivi storici del Lazio. Stiamo poi lavorando alla nuova edizione del bando "Io Leggo", per sostenere progetti di promozione del libro e della lettura, e in particolare per coinvolgere zone a forte criticità sociale come aree metropolitane svantaggiate, ospedali e carceri.

Si deve e si può, e in qual modo, cambiare radicalmente il rapporto tra spesa culturale e PIL − oggi fermo all'1,4%, il penultimo d'Europa? Come considera la spesa culturale pubblica in funzione della ripresa dello sviluppo e del progresso della Nazione? Come deve essere finanziata tale svolta?

L'ultimo report di Symbola ci dice che l'industria culturale e creativa italiana ha visto una crescita del 2.4% dei ricavi e un aumento dell'1,7% dei posti di lavoro rispetto all'anno precedente. Gli occupati sono oltre un milione, circa il 4.6% della forza lavoro italiana. Credo che ormai la vecchia polemica sul fatto che con la cultura non si mangia sia del tutto superata. Con la cultura si mangia e si cresce. Destinare investimenti e progetti a un settore strategico come quello culturale è quindi un elemento essenziale per lo sviluppo di un Paese come l'Italia. Io credo che un grande sforzo vada fatto in fase di programmazione, provando ad abbattere le barriere tra politiche culturali e politiche per lo sviluppo. È una divisione che ha sempre meno senso. Nel Lazio abbiamo creato una fortissima interazione tra gli assessorati allo Sviluppo e alla Cultura. Alcune delle iniziative che ho citato - come quelle sull'internazionalizzazione della nostra editoria - sono nate proprio grazie a questa collaborazione. Ma posso citare anche il programma Lazio creativo, con cui sosteniamo le eccellenze regionali legate alla cultura e alla creatività, o le iniziative per promuovere il cinema e l'audiovisivo. Puntiamo sulla cultura come elemento indispensabile di libertà e crescita sociale, come grande campo generatore di idee, e insieme come strumento di crescita del nostro territorio.