EDITORIALE

CONVERSAZIONE CON

 MASSIMO CESTARO

di Tonino Tosto

L'Italia - dichiara nella nostra conversazione Massimo Cestaro segretario Slc Cgil - si trova nel pieno di una crisi culturale e morale. Decadimento che non riguarda solo il nostro Paese. È sufficiente guardare a quanto sta avvenendo nell'Europa dei rinnovati egoismi e del rancore sociale o negli Stati Uniti, con la nuova presidenza Trump. Mancando un collante culturale esplodono i conflitti tra i penultimi e gli ultimi, crescono disperazione e rabbia sociale e a tutto ciò si tenta di rispondere - alimentando le paure - con nazionalismi, populismi, muri e chiusure delle frontiere.

Nella conversazione Cestaro ha evidenziato la situazione di tutti i settori della comunicazione: editoria, tv, reti, call center, servizi postali, sono attraversati da una crisi generale, con pesanti ripercussioni sull'occupazione. E quello che rileviamo è la totale assenza d'indirizzo e di intervento da parte delle forze politiche.

Dobbiamo avere attenzione massima al mondo della comunicazione. Oggi, attraverso i social, con poche righe, senza nessun approfondimento, con semplici spot si fa orientamento, si forma l'opinione di molti da un unico centro che gestisce algoritmi e "bufale". Questo determina un impoverimento del linguaggio anche della politica. Per evitare i rischi del "pensiero unico" dobbiamo favorire il pluralismo, lavorare e legiferare sulla certezza delle fonti e, puntualmente, agire con la controinformazione.

In questo quadro - aggiunge Cestaro - riteniamo prioritaria l'apertura di una vertenza cultura che interessi e metta assieme gli operatori, gli intellettuali, il mondo del lavoro e tutti gli agenti della formazione e della informazione. Dobbiamo tornare ad una idea di società partecipata, solidale e condivisa nella quale siano tutelati i diritti e riconsiderati il valore e la centralità del lavoro.

A fine settembre del 2016 in occasione dei suoi 110 anni la Cgil - unitamente ai quesiti referendari, che accompagnano e sostengono la proposta di legge di iniziativa popolare, per la cancellazione dei voucher, la responsabilità solidale negli appalti e una nuova tutela reintegratoria in caso di licenziamento illegittimo - ha consegnato al Parlamento 1 milione e 150 mila firme sulla Carta dei Diritti universali del Lavoro a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per un nuovo Statuto.

La Carta è la riscrittura del diritto del lavoro in nome di un principio di uguaglianza che travalichi le varie forme e tipologie nelle quali esso si è diversificato e frammentato negli anni.

I diritti fondamentali sono diversi: dal compenso equo e proporzionato alla libertà di espressione, dal diritto alla sicurezza al diritto al riposo, dalle pari opportunità alla formazione permanente a un aggiornamento costante di saperi e competenze.

Tutta la Cgil è impegnata in un grande confronto che mette al centro le tutele dei lavoratori, in questi anni attaccate e indebolite da un pervicace processo di destrutturazione. Le tutele di tutti, non solo dei subordinati pubblici e privati, la Cgil parla anche a tutta la galassia dei lavoratori parasubordinati, veri o finti autonomi, a professionisti e atipici, flessibili, precari, discontinui.