Speciale Mario Lunetta

CARTAPESTA

di Mario Lunetta

Continuando ad abitare la sua casa di cartapesta

di via Accademia Platonica come una parodia

della pompeiana Villa dei Misteri, aggredito alle spalle

da un fastidioso nùgolo di alfabeti remoti

grezzamente affastellato sotto la pioggia o sotto l'urto

glorioso della luce contro l'azzurro del cielo o il deserto

ingiallito di un foglio di papiro, il respiro di un'aquila

o la fuga precipitosa di una formica, il supposto

immortale esce dal suo torpore per cercare

ingenuamente il vessillo lacerato di quella che si chiama

scrittura Lineare B

imbattendosi invece alquanto oziosamente

nella futile notizia secondo cui il cobra reale, lungo

intorno ai 5 mt, ha una lingua biforcuta sensibilissima

all'odore molecolare delle prede e una vista telescopica

capace di indiv iduare a 100 mt con estrema precisione

uno scoiattolo c he tenta di mimetizzarsi a ridosso

del tronco di un olmo americano, ecc. ecc.

Alquanto frastornato, il supposto immortale

non sa allora trovare altro conforto che pronunciare

a voce alta, specchiandosi in un olio di Cagli

tanto simile a un oscuro geroglifico gremito

di spazi inenarrabili, questo SOS che ha tutta l'aria

di un help pronunciato un attimo prima del naufragio:

Via, tenera amica, guarda ancora l'immortale

che conosci così bene: sì, proprio lui che a stento

ricorda il suo nome.

Se lo fissi un istante coi tuoi grandi occhi di ragazza

pieni di stupore cinematografico, quest'uomo strano

e incomprensibile forse potrà guarire ancora un poco

- o ritardare di un istante la sua fine.

15 aprile 017