UNO SGUARDO DAL PONTE

In mostra al Castello di Montechiarugolo (PR)

CAPRICCI

OPERE DI RENZO DALL’ASTA

a cura di Mauro Carrera

ROBA SERIA

Scrivere di Renzo Dall'Asta è in qualche modo un po' come scrivere di me: vorrei dire tante cose ma poi me ne vergogno. Uomo intelligente ed epicureo, vive nascosto nel suo bozzolo a prova di impertinenti onde elettromagnetiche. Una mano felicissima nel disegno, un'eccellente capacità compositiva e una padronanza del colore autorevole eppur liberale fanno di lui un artista fuori del comune. E sì che fuori del Comune qualcuno lo aveva già messo...

Secoli fa avrebbe dovuto rinunciare a buona parte della sua libertà, giacché le migliori commesse avrebbero di certo varcato la soglia della sua bottega (né per farsi ritrarre né per ritrarsi...).

Portatore sano di capricci, Dall'Asta porta i capelli cortissimi, pena un incapricciarsi da cui è poi difficile scapricciarsi.

Artista libero da condizionamenti, risponde solo a se stesso e al suo severo giudizio. Con rigidi disciplinari da azienda biodinamica e regole d'ingaggio da caschi blu, osserva regole ferree cui scampano solo delle opere che non fatico a definire capolavori. Tra collezionisti e operatori ecologici si favoleggia da anni di straordinari rinvenimenti nei cassonetti (con la raccolta differenziata più efficace d'Italia, non è più tempo) adiacenti al suo storico atelier parmigiano. Niente più tesori nascosti nell'immondizia: i miseri resti delle œuvres refusées sono ormai straziate a colpi di machete prima di finire ingloriosamente nell'indifferenziato.

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MELE GRANATE

Una spremuta di melograno è una delle poche cose alla moda che io e il mio amico Renzo ci permettiamo. Ci diamo gli appuntamenti una settimana per l'altra, arriviamo con patologico anticipo di una mezzoretta (non ha la minima intenzione di comprarsi un cellulare), non condividiamo nulla via internet. Oggi ci siamo visti ad uno dei nostri appuntamenti convocati giorni prima: tutti e due eravamo malaticci (influenza) ma non intendevamo procrastinare l'incontro, né tantomeno potevamo se lo avessimo voluto.

Come la chiamiamo questa mostra? Capricci dico io. Ah beh dice lui. Sì beh dico io. Vabbè dice lui. Orbene dico io. Dove lo trovo un titolo che spieghi meglio la tua pittura? Sì vabbè ma scomodare... Lasciamolo dov'è lui là. E lasciamolo pure. Silenzio. Comunque non è male come titolo. E certo che no! Vabbè. Vabbè. Cameriere! Ancora due spremute di melograno.

Se scomodo Rembrant o Goya si ritira nel carapace. Cosa può scrivere su di lui un critico d'arte? Disegna con la facilità di un geniale fumettista (le sue donne fanno invidia a quelle di Manara); dipinge con la facilità di un informale (ma fa figura); le sue opere hanno la freschezza di quelle di un giovane capriccioso, ma la sicurezza di un vecchio Tizi(an)o. Nelle critiche si cercano comparazioni non troppo ardite (pena l'immodestia): a lui le pietre di paragone le lancio belle grosse. Forse mi toglierà il saluto.

Catalogo a cura di Mauro Carrera per Grafiche StepSponsor tecnico
VAM - Virtual Art MuseumRenzo Dall'Asta è Nato nel 1946 a Tortiano (PR), si è diplomato presso l'Istituto d'Arte "Paolo Toschi" di Parma in cui ha insegnato Scenotecnica e Decorazione. Attualmente vive e lavora a Monticelli Terme (PR).
Tra il 1978 e il 1980 ha realizzato dipinti murali di carattere sia sacro sia profano. Tra le opere realizzate su committenza pubblica ricordiamo: il discusso e profetico ciclo "L'allegoria del buono e del cattivo governo" per la sala consiliare di Montechiarugolo (PR); "Le sette opere di misericordia", dipinto murale per la chiesa parrocchiale di San Michele Tiorre; il "San Francesco e il lebbroso" per la chiesa di Santa Caterina a Parma.
Nel 1994 ha vinto la XXXIV edizione del Premio Suzzara per la Sezione Pittura. Nel 2011 era presente al Padiglione regionale della Biennale di Venezia. Nel 2012 gli è stato conferito il riconoscimento alla carriera nel corso della XII edizione della rassegna Arte in Arti e Mestieri di Suzzara (MN). Nel 2013 e nel 2016 è stato nella commissione selezionatrice per il Premio "Arte in Arti e Mestieri".
Già membro dell'Accademia Nazionale di Belle Arti di Parma, sue opere sono collocate in spazi pubblici e chiese e annoverate in importanti collezioni. Espone dal 1966 e ha al suo attivo importanti mostre personali e collettive in prestigiose sedi espositive italiane ed estere documentate da numerose pubblicazioni.