Acta Diurna

BAMBINI E COLORI

di emmequ

Charlie. Quel povero bambino condannato alla fine quando ancora non era vivo e, a quanto dicono, a immani sofferenze. E quei poveri genitori con la sofferenza loro nei volti, nei corpi, nei disperati silenzi. Come non commuoversi, come non muoversi a pietà, non chiedersi "è giusto?", non dire "cosa fare?" "cosa io posso fare?", e perfino piangere un po' con sé stessi... E infatti eccoli qui con le loro losche facce i grandi statisti italiani (e perfino qualche altro padrone del mondo) buttarsi sulla notizia e piangere twittando, bloggando, dichiarando in TV...

Piangere e gridare: pietà, pietà, giustizia! Chissà quanti voti... Quel Salvini, per esempio, quel Grillo..., quel Macron, quel Trump... E quelle creature infanti, a migliaia, a migliaia, salvati (quando lo sono) dal mare, dalla guerra, dalla fame che ne ammazza uno ogni 5 secondi..., quei bambini, quelle creature in fuga da Mosul, dalla Siria, dalle bombe, dalle torture, dalla sete? Quelli no: quelli sono profughi economici, sono colorati, sono mussulmani, sono altro da noi, dai nostri bambini, sono così diversi dal piccolo Charlie... E vanno pertanto respinti, rimandati al mittente, rifiutati all'aeroporto, messi sulla lista degli indesiderati..., quelli non c'entrano, anzi non entrano, per loro nessun pianto, nessuna accoglienza, nessuna cura estrema, nemmeno una lacrima, nemmeno una preghiera. A parte Francesco, certo. Ma dove sono i conventi che dovevano accogliere i migranti o perlomeno i bambini? Dove sono le immense ricchezze vaticane che si spendono a milioni di milioni per i grandi meeting mediatici, dove sono i preti e le monache dell'8 per mille che non al minuto o a gruppetti qua e là per il bel paese, ma a tutti, a tutti, potrebbero, dovrebbero, prestare aiuto come dettano cinque delle sette opere di misericordia?