CORTO CIRCUITO

BACK STAGE: OPUS 13

 DARWIN AL FESTIVAL

DI SANREMO

di Claudio Maria Messina

Allora eccoci qui. Abbiamo chiuso un altro Festival. Dopo quello del 4 Dicembre si è chiuso quello del 12 Febbraio. Ma il secondo è finito meglio perché ha vinto un giovane intelligente e ironico. In un paese che della frutta è costretto a ripescare le bucce, come Pinocchio, era inevitabile che vincesse una canzone che ti fa ridere e che prende per il culo quelli che insieme alle bucce, buttano anche molta polpa e che invece di

confermare la prenotazione da Mamma Rosa alla Majella, hanno appena acquistato un bel biglietto per il loro ashram dove possono fare ohmmmm ohmmmm secondo le indicazioni del loro guru spirituale e nutrirsi di miglio come i canarini di mia zia Olga.

D'altronde come dar loro torto? Giletti - bello e impossibile della tivu nazionale- ha appena denunciato la tristemente nota speculazione edilizia di Farindola.

In una assai improbabile fiction televisiva - e dio sa se l'argomento meritava di più - ambientata a Lampedusa, il riscatto finale dell'intero programma era contenuto nella frase che il protagonista, Claudio Amendola, pronuncia in chiusura: " perciò, prima di aprire bocca, venite a Lampedusa". Giletti, prima di sparare cazzate, vieni a Farindola. Un presepe recuperato casa per casa, tutto giallo, con in piazza niente altro che un bar e una gelateria.

Bene ha fatto quindi Conti pur nella sua perfetta incarnazione dell'italiano medio a sbroccare dicendo: italiani, smettetela di andare a Londra e andate in Abruzzo, adesso c'è bisogno di noi. Personalmente penso che sia stato immediatamente cazziato dal Presidente Toti, presente in platea, il quale costì paracadutato da Berlusconi, deve aver scoperto che in Liguria c'è il mare e che potrebbe avere una vocazione turistica. Sempre che si salvi dalla speculazione edilizia. Quella vera.

Niente però mi toglie dalla testa che un bell'aiuto alla vittoria di una canzone dissacrante, colta e feroce, abbia contribuito la presenza ombra, alle spalle del cantante e ballerino Francesco Gabbani, di un gorilla che, seguendo le evoluzioni del testo, si ergeva lentamente a rappresentare la scimmia nuda, in una citazione di Desmond Morris dai più incompresa.

Comprensibilissima invece era l'invocazione finale del "siamo tutti scimmie" che, detto alle prime ore del 12 di Febbraio e sul palco di Sanremo, non poteva non mandarmi in solluchero.

Perché il 12 Febbraio è il compleanno di Darwin e in tutto il mondo si celebra il Darwin Day.

Adesso vi dirò come l'ho celebrato io, che di mestiere faccio l'editore.

Mi sono regalato il privilegio di conoscere Guido Chiesura, geologo giramondo, grande conoscitore di Darwin e organizzatore di viaggi sulle orme di, e di fargli accettare che fosse la mia casa editrice a pubblicare la prima traduzione italiana del "Diario di bordo del viaggio del Beagle", da lui curato e tradotto.

The Beagle Diary (1831-1836), è il diario quasi quotidiano che, dal 24 ottobre 1831 al 7 novembre 1836, Darwin scrisse prima nel porto di Devonport, in attesa della partenza, poi a bordo e a terra durante gli sbarchi.

E' il testo che, per la sua immediatezza, meglio si presta alla valutazione e al godimento delle avventure e delle riflessioni di Darwin. Le tappe del viaggio, le esperienze e le impressioni vi sono registrate in ordine cronologico, a differenza del Journal (in italiano: Viaggio di un naturalista intorno al mondo, più volte edito in Italia) in cui Darwin racconta spesso le vicende con un criterio geografico o tematico.

Questa è la prima traduzione in italiano del Diario originale di Darwin ed è basata sulla prima edizione inglese del 1933, curata dalla nipote Nora Barlow.

Presumo che sia stata la scarsa propensione dell'Italia di quegli anni verso l'Inghilterra e verso l'Evoluzionismo (il Concordato era di pochi anni prima), poi la Guerra e la disattenzione degli Editori ad avercelo tenuto celato finora. D'altronde anche in Francia è stato tradotto per la prima volta solo assai recentemente.

L'emozione è grande. Leggere il Viaggio di un Naturalista -orgogliosamente nato però geologo - è come ascoltare un racconto di Darwin, leggere il Diario è come viaggiare con lui.

Perciò, se dopo tanto viandare e sbattersi, novello Forrest Gump seduto su quella panchina, qualcuno mi chiedesse cos'è fare l'editore, non dovrei far altro che mostrare questo libro.