Speciale Mario Lunetta

Again or never more

di Mario Lunetta

Forse che sì forse che no, quando i tre angeli senz'ali

dai nomi illustri - Mario Monicelli, Carlo Lizzani, Memè Perlini -

sono volati dalla finestra per sfracellarsi sull'asfalto

forse nell'illusione di planare su un materasso di piume,

un attimo prima avevano incontrato allo specchio

per l'ultima volta i loro volti già estranei, incerti

tra un morso di disprezzo o una puntura di rimorso.

Dopo di che, la fine di tutto o quasi: tra fragore di nacchere,

acrocori di chiacchiere intasate, improvvisi crepacci

di silenzio, nel troppo pieno e nel troppo vuoto, contro

uno schermo nero.

Quando alla Villetta della Garbatella si tenne la commemorazione

dell'amico Carlo e del suo cinema e l'immortale sottoscritto

trattenne in fine d'intervento un brivido di commozione, il figlio

del defunto, che somiglia a suo padre in modo impressionante

nel volto, nei gesti e nella voce, lo abbracciò forte, prima che tutto

si sciogliesse in un mutismo irreale.

Cosa resta ormai di ciò che i tre angeli senz'ali

hanno fatto nel cinema e nel teatro, per il cinema e il teatro?

Questo si chiede senza saper rispondere fino in fondo

Il supposto immortale - e si dice nel suo mutismo

senza fiato, in una bava d'incoscienza: tutto e niente.

Ma il tutto è senza dubbio più del niente: solo questo oggi conta,

solo questo ha valore.

Tre angeli senz'ali se ne sono andati per restare tra noi

in nome degli azzardi dell'intelligenza, in questo mondo

capace solo di mettere in scena se stesso senza tregua

davanti a uno specchio ipocrita, tra orrore e idiozia, stupidità e ferocia.

Solo questo è innegabile, solo questo possiamo dire.

Per cui: nessun saluto particolarmente accentuato, in questo

messaggio versicolore scritto in un esperanto maldestro

per tre angeli àpteri inadeguati al volo, ma niente più che un omaggio truccato

a colei che con tutto il bagaglio delle sue arti magiche (sorrisi iridescenti,

malinconie inguaribili, ambiguità fascinose) aiuta a sopravvivere

il supposto immortale senza chiudere le ali, again or never more,

never more or again - per tutto il tempo che rimane,

o che è già scaduto.

8 aprile 2017